Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca strada regionale Pontina

Banda delle slot sorpresa in azione, inseguimento e arresto sulla Pontina

La polizia ha fatto scattare le manette ai polsi di un giovane di 24 anni residente nel centro di Al Karama. Fuggiti nelle campagne i due complici. I tre avevano appena rubato due slot machine in un bar sulla 148

È valsa a poco la disperata fuga tentata sulla Pontina, è stato arrestato dagli agenti della volante che prontamente intervenuti dopo l’allarme lo hanno bloccato mentre i suoi due complici sono riusciti a fuggire.

 Nella notte la polizia ha inferto così un duro colpo alla “banda delle slot machine”, un gruppo dedito al furto di veicoli e di macchinette per il gioco che imperversava in provincia. In manette è finito un giovane di 24 anni residente nella comunità di Al Karama.

L’ALLARME - L’allarme è scattato intorno alle 3 di questa notte grazie ad una segnalazione giunta alla sala operativa della Questura circa la presenza di persone sospette nei pressi di un bar al chilometro 63,700 della Pontina. Segnalazione a cui poco dopo ha fatto seguito la telefonata del proprietario del locale che denunciava il furto di due slot machine dal proprio esercizio commerciale. Secondo quanto ricostruito, i malviventi dopo aver fatto irruzione nel bar scardinando uno degli ingressi, avevano portato via le macchinette dandosi alla fuga.

IL BLITZ, LA FUGA E L’ARRESTO - Gli agenti giunti sul posto hanno subito circoscritto la zona e poco dopo sulla Pontina è stata intercettata una Seat Alhambra con targa bulgara che procedeva a forte velocità. A bordo tre persone che, all’alt della polizia, hanno forzato il blocco; dopo un inseguimento, e vistisi braccati dagli agenti che con la loro auto avevano bloccato la via di fuga, i tre hanno tentato di scappare a piedi. Due sono riusciti a far perdere le loro tracce, approfittando dell’oscurità della notte, il terzo è stato fermato.

Durante la perquisizione nell’auto sono state ritrovate parti di slot machine e alcune monete, insieme ad una mazza di ferro, usata probabilmente per sfondare la vetrata del bar. L’assenza però delle macchinette nella vettura, posta sotto sequestro per i successivi accertamenti volti ad individuare eventuali impronte digitali dei malviventi, ha spinto gli agenti a ricercarle nel tragitto compiuto dai malviventi, nella convinzione che fossero state abbandonate. Convinzione che si è rilevata esatta grazie alla scoperta delle slot, parzialmente danneggiate, lungo un fossato di via del Moscarello, abilmente coperte da sterpaglia. 

IL MODUS OPERANDI DELLA BANDA - Una modalità, secondo gli inquirenti, adottata dalla banda in tutti gli altri colpi e che ne ha permesso la buona riuscita fino ad oggi. Il gruppo pare agisca effettuando prima dei sopralluoghi nei luoghi da svaligiare; "una volta individuato il sito e studiatene le misure passive di sicurezza (allarmi, vigilanza) magari facendo attivare dei falsi allarmi per verificare i tempi d’intervento – spiegano dalla Questura -, il passo successivo è quello di procurarsi un veicolo “pulito” ed adeguato (furgoni, station wagon), da sottrarre, la stessa notte della programmata incursione, ad ignari proprietari, in modo che ad un eventuale controllo il mezzo risulti da non ricercare. Ulteriori fasi sono quelle di nascondere le slot machine; abbandonare in altra zona il mezzo rubato ed eventualmente ritornare, con calma, ma sempre nella medesima notte, a terminare lo scasso dei cassettini blindati”. 

Numerosi gli episodi denunciati nell’ultimo periodo dai commercianti pontini; intanto sono in corso accertamenti per arrivare agli altri componenti della banda, formata principalmente da soggetti dell’Est europeo.

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