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Cronaca Q5 / Via Isonzo

Presi dopo furto in villa da 200mila euro, tutti agli arresti domiciliari

Due fratelli di Latina e altre due persone sono state arrestate ieri dai carabinieri del nucleo investigativo dopo aver rubato nella villa di un noto imprenditore in via Isonzo. Scarcerati all'esito della direttissima

Hanno praticato un foro nella recinzione di una villa di proprietà di un noto imprenditore, poi hanno forzato una serranda e messo a soqquadro l’intera abitazione. Dopo aver disattivato il sistema d’allarme quattro persone sono riuscite a potare a termine un piano perfetto. Ma dopo aver arraffato monili e denaro, per circa 200mila euro, sono stati bloccati dai carabinieri del nucleo investigativo.

E’ accaduto ieri sera dopo le nove in via Isonzo: i proprietari, un uomo di 80 anni, titolare di una concessionaria di auto, e sua moglie di 78, non si trovavano in casa. Con molta probabilità i ladri avevano già controllato i loro movimenti.

La villa è stata messa completamente a soqquadro ma i malviventi puntavano alla cassaforte, di circa un metro e mezzo di altezza per uno di larghezza, da dove hanno portato via Rolex, Cartier e diversi preziosi.

I militari, impegnati in un servizio antirapina, li hanno visti salire su una Ford Fusion, che la banda ha noleggiato, li hanno seguiti e poi fermati. In macchina le prove schiaccianti del furto appena commesso. Nel doppiofondo ricavato nell’abitacolo, oltre alla refurtiva contenuta in due borsoni, c’erano anche un piccone e un frullino e ricetrasmittenti.

Il passo successivo è stata la perquisizione nelle loro abitazioni di borgo Santa Maria. In manette sono finiti Joselito Fè, 37 anni, il fratello Gino Fè, 42, un terzo, uno studente di 16 anni, tutti di Latina e il genero di uno di loro, Glaudy Queensy, 19 anni di Aprilia, tutti incensurati.

Il 42enne è titolare di un negozio Compro oro di via Amaseno: secondo i carabinieri, la merce poteva essere riciclata.

Questa mattina si è svolto il processo per direttissima per i tre maggiorenni al termine del quale il giudice Artuso ha disposto gli arresti domiciliari. Il pubblico ministero Alessio Sterzi aveva chiesto la custodia in carcere. Termini a difesa il processo è stato rinviato al 10 marzo. 

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