Minaccia terroristica nel porto di Gaeta: esercitazione della Capitaneria in mare

Obiettivo: testare le procedure di emergenza. Al lavoro militari della Guardia costiera, sanitari del 118, vigili del fuoco per un incendio e forze dell'ordine

Si è svolta ieri, 15 gennaio, nel porto commerciale di Gaeta, un'esercitazione complessa “senza preavviso”, al fine di testare le procedure di emergenza e coordinamento in caso di soccorsi in mare. L’esercitazione, pianificata e coordinata dalla sala operativa della Capitaneria di porto di Gaeta, rientra nell’attività addestrativa che sistematicamente viene svolta per migliorare il livello di preparazione degli equipaggi dei mezzi navali e terrestri della Guardia costiera e degli altri organi ed enti che collaborano nelle emergenze antincendio, antinquinamento o di possibile minaccia terroristica.

L’attività, ha avuto inizio con la simulazione di una minaccia terroristica portata a termine da due uomini a bordo di un barchino ai danni della nave “Giorita”, ormeggiata alla banchina Cicconardi nel porto di Gaeta, a seguito della quale avveniva una deflagrazione con conseguente sviluppo di un incendio. La sala operativa della Capitaneria di porto, ricevuta la richiesta di soccorso del comandante della nave, ha assunto il coordinamento delle operazioni dando avvio alle procedure previste. Sono intervenuti così i militari della Guardia Costiera per verificare le condizioni di sicurezza in banchina e la polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza per garantire gli aspetti dell’ordine pubblico .

Messa in sicurezza la nave e l’area portuale, i vigili del fuoco iniziavano le azioni di spegnimento dell’incendio a bordo, impiegando da terra l’autobotte e da mare la motobarca. I mezzi navali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza hanno garantito invece a necessaria sicurezza in mare. Un marittimo rimasto "ferito" nell'incendo è stato fatto sbarcare per le necessarie cure dei sanitari.

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I due uomini autori dell’attentato, dopo un breve inseguimento, sono stati intercettati e arrestati dalle forze di polizia presso la banchina Caboto. La simulazione di un contestuale sversamento in mare di carburante, dovuto alla deflagrazione, ha comportato infine che la Capitaneria attuasse il piano locale antinquinamento, disponendo l’intervento dei mezzi locali e l’impiego del rimorchiatore “Bino”, specializzato in tali attività e dislocato nel porto di Gaeta dal Ministero dell’Ambiente. All’esercitazione hanno concorso anche l’Autorità di Sistema Portuale, i servizi tecnico-nautici, i piloti del porto, gli ormeggiatori del porto e i rimorchiatori con un mezzo in ausilio alle operazioni di spegnimento. L’esercitazione ha avuto esito positivo, consentendo di perfezionare lo scambio di informazioni e comunicazioni, migliorare la cooperazione e la direzione delle attività operative nonché elevare gli standard addestrativi degli equipaggi dei mezzi navali e terrestri per una risposta immediata in caso di emergenza reale in mare e in porto.

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