Cronaca Gaeta

Operazione Easy Rider: scoperta maxi frode all'iva con la vendita di veicoli di lusso. Tre indagati

L'inchiesta condotta dalla guardia di Finanza e coordinata dalla procura di Cassino. Un arresto e altre due misure cautelari. Quattro milioni di euro di mancato introito per l'erario

Riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I finanzieri del comando provinciale di Latina hanno dato esecuzione questa mattina, 31 marzo, a un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Cassino nell'ambito dell'operazione "Easy Rider" per una maxi frode all'Iva nella commercializzazione di veicolo industriali. E' stato disposto in particolare, a carico di tre indagati, un arresto ai domiciliari, un divieto di dimora e un'interdizione dall'esercizio di attività commerciali.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Roberto Bulgarini Nomi, sono state effettuate mediante l’analisi di movimentazioni bancarie, intercettazioni telefoniche, acquisizioni documentali sul territorio nazionale e in altri Paesi esteri come Spagna e Germania. Le Fiamme Gialle della compagnia di Formia hanno accertato che un soggetto di Gaeta, attraverso alcune società a lui riconducibili ma intestate ad alcuni prestanome, con sedi legali fittizie tra Milano e Roma, aveva messo in atto il classico meccanismo della “frode carosello”: acquistava cioè veicoli nuovi in ambito comunitario in sospensione dell'iva. e successivamente li rivendeva in Italia con applicazione dell’imposta, senza però che l'iva venisse versata all’erario. Le società utilizzate per la frode non avevano mai presentato contabilità né dichiarazione fiscale e non avevano dunque mai versato le imposte, risultando completamente sconosciute al fisco.

Secondo quanto accertato dai finanzieri, ammonta a circa 20 milioni di euro il valore dei veicoli commercializzati senza versare l’iva., mentre è stato quantificato in oltre 4 milioni e mezzo di euro il mancato introito per l’erario. Il sistema consentiva di vendere su tutto il territorio nazionale ai clienti finali (in maggioranza autotrasportatori) automezzi a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli di mercato,alterando così la regolare concorrenza del settore. I proventi accumulati venivano poi abilmente riciclati dall'ideatore della frode grazie all’opera della moglie, risultata intestataria di conti correnti e società create ad hoc, e di un commercialista milanese.

I provvedimento scattati oggi rappresentano un ulteriore tassello di un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza nel 2019 tra le province di Latina e Milano, scaturita dall’approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette inviate dall’Uif e che nel corso delle attività investigative ha già consentito di eseguire un sequestro, finalizzato alla successiva confisca anche per equivalente, di beni per quasi 2 milioni di euro riconducibili ai tre indagati. Sequestrati, oltre alle disponibilità finanziarie depositate sui conti correnti, anche autoveicoli e motoveicoli di lusso, beni immobili, tra i quali un appartamento di pregio nel centro di Milano e una villa in zona panoramica di Gaeta.

Nel corso dell'attività sono stati condotti numerosi controlli di natura fiscale nei confronti dei soggetti coinvolti nel sistema di frode che hanno portato a scoprire rilevanti importi sottratti alla tassazione.

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