Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Centrale nucleare, avviata la gara per l'impianto Magnox: consentirà di trattare 70 tonnellate di residui radioattivi

Le novità da Sogin. Al Garigliano una gara per lo smantellamento del reattore

La Sogin avvia le gare per smantellare il reattore della centrale del Garigliano e per realizzare un nuovo impianto a Latina. In particolare nel capoluogo sarà realizzato l’impianto Magnox, che consentirà di estrarre e trattare circa 70 tonnellate di residui in lega Magnox radioattivi. 

Centrale di Latina

Si tratta nel dettaglio di rifiuti radioattivi derivanti dalla rimozione delle “alette” degli elementi di combustibile, effettuata prima del loro invio all’estero per il riprocessamento. La gara per la centrale di Latina, per un valore di circa 10 milioni di euro, prevede la realizzazione dell’impianto per il recupero e il trattamento di questi residui. I rifiuti radioattivi saranno dunque inseriti in appositi contenitori e stoccati nel deposito temporaneo del sito in attesa del loro conferimento al deposito nazionale. Una volta estratti tutti i rifiuti, i locali interrati dove erano depositati saranno caratterizzati e adeguatamente bonificati.

Centrale del Garigliano

Nella centrale del Garigliano, al confine con la provincia pontina, è stato avviato un iter di gara per affidare i lavori di smantellamento del vessel, il contenitore di acciaio di forma cilindrica, di altri componenti, denominati internals, posizionati al suo interno, nel quale durante l’esercizio avveniva la reazione nucleare. In questo caso la gara avrà un valore di 36 milioni di euro e prevede che le operazioni di taglio ed estrazione dei componenti e del messel, fortemente contaminati, avvengano sotto battente d'acqua, elemento naturale per schermare le radiazioni e dunque consentire ai tecnici di procedere in sicurezza.

Per svolgere queste attività sono stati già ripristinati i sistemi ausiliari dell’edificio reattore (impianto elettrico, di ventilazione, di automazione e controllo) e il circuito di allagamento del vessel e del canale reattore all’interno dei quali si svolgeranno le operazioni, da dove sono stati rimossi gli elementi di acciaio al carbonio (denominati rack) e le loro strutture di supporto (rastrelliere). Con “l’attacco al vessel”, che terminerà nel 2027, si entra nella fase finale del decommissioning della centrale campana. Si tratta dell’attività più complessa dal punto di vista ingegneristico e operativo, che l’Italia affronterà per la prima volta. Al termine i rifiuti radioattivi prodotti saranno trattati e inseriti all’interno di appositi contenitori cilindrici schermanti che verranno stoccati nei depositi temporanei del sito in attesa del loro conferimento al deposito nazionale, una volta disponibile. Lo smantellamento della centrale del Garigliano produrrà complessivamente circa 268mila tonnellate di materiali. Di queste, saranno inviate a recupero circa 258 mila tonnellate (il 96%), per la maggior parte composte da metalli e calcestruzzo.

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