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Martedì, 25 Gennaio 2022
L'inchiesta / Ponza

“Il giallo di Ponza”: in onda lo speciale de “Le Iene” sulla morte di Gianmarco Pozzi

Il giovane di 28 anni venne trovato senza vita la notte del 9 agosto del 2020 sull'isola di Ponza; l’inchiesta con Giulio Golia e Francesca Di Stefano ripercorre i molti oscuri di questa storia

Il giallo di Ponza”: va in onda questa sera, martedì 28 dicembre, lo speciale de “Le Iene” sulla morte di Gianmarco Pozzi, il giovane romano di 28 anni trovato senza vita sull’isola pontina il 9 agosto del 2020. L’inchiesta con Giulio Golia e Francesca Di Stefano ripercorre i molti oscuri di questa storia: la famiglia del 28enne, infatti, non crede all’ipotesi della Procura che a causare la morte di Gianmarco Pozzi, campione di kick boxino che nei mesi estivi lavorava come addetto alla sicurezza in alcuni locali, possa essere stata una caduta in quell’intercapedine tra un muro e un’abitazione.

La notte del 9 agosto il 28enne venne trovato cadavere alla fine di un terrazzamento, dopo un volo di 3 metri. In un primo momento la morte del ragazzo è stata descritta come una caduta avvenuta dopo una corsa in preda al delirio da cocaina, sostanza di cui Gianmarco faceva uso; un’ipotesi a cui la famiglia - che non ha mai smesso di cercare una verità plausibile - non ha mai credito e che, attarverso il loro legale sostengono sia invece stato ucciso; restano per i familiari ancora molte domande e troppi dubbi su quello che è successo quella sera.

Gianmarco allora potrebbe essere stato picchiato ed ucciso? Nello speciale si proverà a ricostruire i fatti, ripercorrendo quanto sarebbe accaduto, attraverso testimonianze esclusive e inedite su presunti giri di droga e presunti debiti che sarebbero maturati in ambienti particolari. Si sentiranno tutte le registrazioni girate sul posto il giorno dopo l'accaduto e realizzate da una delle sorelle della vittima con lo scopo di aiutare le indagini.

Spazio, inoltre, alle dichiarazioni del professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale alla Sapienza (noto alle cronache per essere stato il consulente della famiglia Cucchi, ndr.), che, pochi mesi dopo la vicenda, consegnò alla Procura di Cassino un supplemento di 33 pagine alla sua prima relazione che indagava per omicidio e non per "morte accidentale", affermando: "Chiudere il caso dicendo che è caduto in preda a un delirio da cocaina? Non c'è evidenza scientifica. Le indagini tossicologiche che ci dimostrano il tasso di cocaina, non ci possono indurre a dire che lui si è messo a correre scompostamente in un campo fino ad arrivare al muretto e precipitare di sotto. Dobbiamo ipotizzare che corresse, che è caduto, che si è arrotolato in questo campo, che poi si è rialzato, è andato ad impattare. Puoi capire che diventa una cinematica un pochino troppo cinematografica".

In onda, infine, sia la lunga intervista fatta ad Alessio, il compagno di stanza e testimone degli ultimi istanti di vita di Gianmarco, che quelle realizzate a tutti i suoi amici e coinquilini dell'abitazione di Ponza, le cui versioni non sembrano coincidere del tutto.

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