Al Giardino di Ninfa il premio di "Parco più Bello d’Italia"

Il Giardino di Ninfa, tra storia e arte, natura e scienza: un connubio di amore e dedizione che la Famiglia Caetani ha condotto fino ai giorni nostri. Un luogo magico apprezzato in tutto il mondo riceve il premio di Parco più Bello d’Italia

Un paradiso di terra e acqua, arte e natura, storia e botanica, dove i colori e gli odori contribuiscono a creare lo stupore e la meraviglia: questo è il Giardino di Ninfa, che nella giornata di venerdì 23 ottobre, presso la Sala delle adunanze del Municipio medievale, ha ricevuto il premio per Il Parco più Bello d’Italia, sezione giardini privati.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Fondazione Roffredo Caetani che gestisce il giardino, Pier Giacomo Sottoriva, il presidente del Network il Parco Più Bello d’Italia, Leandro Mastria e il presidente della giuria Vincenzo Cazzato, oltre a diverse autorità locali.

Il premio il Parco più Bello d’Italia nasce dalla volontà, di accademici esperti nel settore, di promuovere il turismo verde e il patrimonio architettonico e paesaggistico d’Italia scegliendo da oltre dieci anni le eccellenze italiane per quanto riguarda l’interesse botanico, storico-artistico, la conservazione e diversi aspetti di gestione e accessibilità dei giardini.

Il Giardino di Ninfa rispetta tutti questi parametri in maniera impeccabile e, come giustamente ha sottolineato il presidente Sottoriva, questo premio non fa che sottolineare il valore e la bellezza di Ninfa, un fatto assodato nel tempo dal continuo gradimento del pubblico (solo nell’anno scorso si sono contate oltre 140mila presenze) e della stampa internazionale che ha definito Ninfa uno trai dieci giardini più belli del mondo.

Durante la cerimonia, una vera festa formale ma sentita, tra i vari interventi di importanti luminari è spiccato quello di Lauro Marchetti, direttore del giardino, che ha parlato della vera anima di Ninfa, che è un giardino meraviglioso soprattutto perché trasuda del vissuto storico che lo ha contraddistinto: le vicende della famiglia Caetani.

Le rovine di Ninfa furono scoperte tra la vegetazione incolta ai margini della palude nei primi del ‘900 da Roffredo Caetani e sua moglie Marguerite Chapin, che vollero subito riportarle alla luce e crearne un giardino all’inglese, che divenne luogo di riposo e contemplazione ma soprattutto di cultura.

I Caetani hanno ospitato in questi luoghi incantati tantissimi artisti e letterati da Calvino a Moravia, da Truman Capote a Karen Blixen, da Giorgio Bassani che qui ha fondato Italia Nostra a Thomas S. Eliot e moltissimi altri.

Si può affermare che il Giardino di Ninfa ha assimilato lo spirito di quegli anni: le opere, la musica e le discussioni che vi si svolgevano, l’amore per il bello e per l’arte, e soprattutto la dedizione che da sempre hanno contraddistinto le donne Caetani: Donna Ada, madre di Roffredo, e Marguerite prima e la figlia Lelia poi che si è presa cura del giardino fino al 1977 anno della sua morte.

Il Giardino di Ninfa è una continua sorpresa per la varietà botanica che i giardinieri abilmente sono stati capaci di far nascere e prosperare negli anni, senza forzare la natura ma assecondandone la volontà, che ha permesso la suggestiva simbiosi con le rovine dell’antica città romana abbandonata dopo un cruento saccheggio nel XIV secolo.

Simbiosi quindi tra l’operato umano e quello della natura, che convivono in un sistema assolutamente ecocompatibile per volontà della Fondazione Roffredo Gaetani che si occupa di mantenere lo stato di conservazione delle rovine con ripetuti restauri e il costante controllo dello stato di salute delle piante del giardino.

Un luogo di importanza storica, letteraria e architettonica oltre che naturalistica, che è sede di tanti progetti multidisciplinari e studi universitari e che è una fucina continua di iniziative, come quelle che partiranno nel prossimo futuro che prevedono visite guidate tematiche, poiché limitarsi a una conoscenza prettamente botanica del giardino è scoprire solo una minima parte dell’anima di Ninfa.

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