Formia contro il gioco d’azzardo, successo per lo “Slot Mob” in piazza Vittoria

In tantissimi hanno partecipato all'iniziativa che tra musica allegria e tradizioni ha regalato una domenica all'insegna del divertimento, quello sano, e della riflessione su un delicato fenomeno come quello delle ludopatie

Successo per lo “Slot Mob” in piazza Vittoria a Formia, l’iniziativa di ieri, domenica 13 marzo, contro il gioco d’azzardo promossa dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali con il Patrocinio del Comune di Formia e la collaborazione della rete nazionale Slot Mob. 

In tanti hanno partecipato all’evento che tra musica allegria e tradizioni ha regalato una domenica all’insegna del divertimento, quello sano, e della riflessione su un delicato fenomeno che sta progressivamente prendendo piede come quello delle ludopatie.

"La vita giochiamocela bene!” lo slogan dell’iniziativa che si è svolta in un clima di gioia ed impegno a cui hanno preso parte artisti, giornalisti, le reti Slot Mob di Roma e Teramo e le sigle del territorio che da sempre si spendono nel contrasto alle dipendenze.

Nel corso del loro intervento, il sindaco Sandro Bartolomeo e la Delegata alla Legalità Patrizia Menanno hanno sottolineato la gravità del fenomeno ludopatie, la sua devastante incidenza sulla vita delle famiglie, ricordando gli interventi messi in campo dall'amministrazione per porre un argine alla proliferazione delle sale giochi e le contraddizioni di uno Stato che, se da un lato demonizza, dall'altro continua a fare cassa con il gioco d'azzardo.

"In un contesto come questo non è facile ma noi non ci fermeremo - ha spiegato il primo cittadino -. E' una battaglia giusta che si vince solo se su questo tema cresce la sensibilità collettiva. Oltre a rovinare persone e famiglie, il gioco d'azzardo è una possibilità in più che viene offerta alla criminalità organizzata e noi non possiamo voltarci dall'altra parte. Cominceremo con il premiare gli esercizi che non hanno macchinette al loro interno. Daremo loro un bollino di qualità perché sull'interesse prevalga sempre la salute”.
Presente anche Ambrogio Sparagna che prima di esibirsi con un brano musicale popolare, ha voluto ricordare come ieri “in piazza c’era la buona gente di Formia”.
E accanto alla gente di Formia c’erano i Giullari della Gioia e il gruppo Folcloristico di Fondi, che attraverso danze, canti popolari ed esibizioni artistiche hanno rallegrato la piazza generando il clima di festa per non far pesare la grave materia del gioco d’azzardo. Sono intervenuti anche operatori del settore come Domenico De Rosa, presidente dell’associazione Solidarietà e Giuseppe Riccio, neurologo e coordinatore della rete Slot Mob di Teramo. L’ultimo intervento è stato affidato al giornalista di Città Nuova e coordinatore della rete nazionale Slot Mob, Carlo Cefaloni, che con una sintetica e lucida analisi ha permesso di cogliere le dinamiche e gli interessi delle multinazionali che gestiscono il gioco d’azzardo in Italia e le coperture politiche che ne permettono la diffusione capillare.

“Da questa manifestazione - concludono dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali dell’Arcidiocesi di Gaeta -si possono trarre le seguenti conclusioni:
- occorre promuovere nelle persone la consapevolezza dei rischi prodotti dal gioco d’azzardo;
- i cittadini e le istituzioni, in unità feconda e responsabile, devono concorrere a debellare la “peste” di questo secolo, attraverso manifestazioni, articoli di stampa, delibere e regolamenti, comunicazioni nelle rete web, petizioni, etc;
- è necessario un’azione formativa per preparare coloro che sono preposti ad interagire con questa problematica sia nella fase preventiva che in quella risolutiva;
- bisogna premiare quei bar che hanno rinunciato a slot, vlt e a tutto il resto frequentandoli e consumando presso di loro;
- serve boicottare riviste, giornali, canali televisivi che offrono spazio alla pubblicità sul gioco a pagamento;
- è necessario promuovere il senso e la soddisfazione di vita di tutti: genitori preoccupati per il rischio di caduta nella dipendenza dei propri figli, ragazzi che devono scoprire vie faticose ma più ricche di valore e soddisfazione nelle loro vite, persone ai margini della società che fanno fatica a resistere alle lusinghe del denaro facile, gestori di bar che, in cambio dei soldi guadagnati, soffrono nel veder distrutte vite e relazioni nei loro esercizi e, infine, politici che rischiano di diventare dipendenti da portatori di interessi non trasparenti.

Siamo solo all’inizio di un cammino di libertà che invitiamo tutti a percorrere insieme”.

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