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Giornalisti minacciati, Stampa Romana si costituisce parte civile nel processo "Don’t Touch"

Tra gli imputati c’è Gianluca Tuma che minacciò il collega Vittorio Buongiorno per i suoi articoli. L'udienza martedì 14 maggio: giornalisti davanti al Tribunale

Ci sarà anche l’Associazione Stampa Romana domani mattina, 14 maggio, in Tribunale a Latina in occasione della prima udienza del processo “Don’t Touch” e ci sarà per due ragioni: la prima è quella di costituirsi parte civile nel procedimento che vede tra gli imputati anche Gianluca Tuma, accusato tra l’altro di avere rivolto pesanti minacce al giornalista del Messaggero Vittorio Buongiorno per gli articoli scritti su una serie di vicende che lo coinvolgevano.

Tuma infatti aveva avvicinato il collega nella chiesa di San Marco, a conclusione della Messa pochi giorni dopo la strage di Charlie Hebdo a Parigi e gli aveva detto “Hai visto cosa succede in Francia a chi usa la penna scorrettamente?”. Stampa Romana chiederà quindi di essere parte civile nel processo.

“E’ un segnale di attenzione –spiega Gaetano Coppola, fiduciario di Stampa Romana per Latina – ad un territorio con grandi pressioni malavitose e di presenza accanto ai colleghi pontini in prima linea nel descrivere e denunciare la geografia del malaffare”.

La seconda ragione della presenza del sindacato, che ha dato appuntamento a tutti i giornalisti alle 9 davanti al Tribunale, è quello di fare da “scorta mediatica” a Vittorio Buongiorno e, idealmente, a tutti i giornalisti minacciati.

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