Giornata della Memoria, medaglia d’onore ai deportati nei lager nazisti

Si terrà martedì 27 gennaio al teatro Cafaro la cerimonia di consegna delle medaglie d'onore ai deportati e internati nei lager nazisti. La manifestazione organizzata dalla Prefettura di Latina

Anche la città e la provincia di Latina ricordano domani la tragedia della Shoah e tutte le vittime dell’olocausto.

Si terrà a partire dalle 11 al teatro Cafaro, infatti, la cerimonia commemorativa del Giorno della Memoria, organizzata dalla Prefettura in collaborazione con la Provincia, il Comune di Latina, le forze di polizia, l’ufficio scolastico provinciale, i vigili del fuoco e le associazioni di volontariato.

Durante la cerimonia il prefetto Pierluigi Faloni consegnerà le medaglie d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra concesse dal presidente della Repubblica.

Durante la manifestazione, moderata dal capo redattore de Il Messaggero Vittorio Buongiorno e cui parteciperanno anche le scuole del capoluogo pontino, sarà proiettato anche il filmato “Schegge di Memoria” realizzato dall’associazione “Un ricordo per la Pace”, mentre la dottoressa Claudia Terracina terrà un intervento sulle vicende dell’olocausto.

SISTO GASPAROTTO - Tra i cittadini che riceveranno la medaglia d’onore anche Sisto Gasparotto, 91 anni, di Prato Cesarino, che ha visto e vissuto sulla propria pelle i drammi della deportazione e della prigionia nazista e già stato insignito della Croce al Merito di Guerra il 21 aprile 1960.
Nato il 17 agosto del 1923 a Casarsa della Delizia (Pordenone) a soli dieci anni, al seguito dei genitori, delle 3 sorelle e 8 fratelli, raggiunse la terra pontina. Circa otto anni più tardi partì come bersagliere per il nord d’Italia fino al giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943, quando fu fatto prigioniero e deportato in vari campi di concentramento nazisti. Qui, identificato con la matricola numero 104663, lavorò in miniera, in una fabbrica di componenti per bombe atomiche, in un grande deposito di missili sotterraneo. Dovette subire varie sofferenze fisiche, per la fame, il freddo, le percosse, come pure numerose umiliazioni: una volta fu lasciato in mezzo alla neve per circa cinque ore nudo insieme ad un gruppo di prigionieri. Per lui la prigionia finì quando le truppe americane irruppero nel campo di concentramento ma ci vollero altri 66 giorni di viaggio attraverso l’Ungheria, la Polonia, l’Austria e infine l’Italia, prima di tornare a Cisterna il 1° settembre 1945. Da quel giorno la vita riprese e sposò Aurora Monte con la quale ebbe i figli Giovanna, Gianfranco, Paola e Alessandra.
Gasparotto è.

Domani, per la consegna della Medaglia d’Onore della Presidenza della Repubblica, in rappresentanza del Comune di Cisterna di Latina, ove Gasparotto risiede, ci sarà sua nipote, il consigliere comunale Michela Ruzzini.

PRESIDENTE DELLA PENNA AD AUSCHWITZ CON GLI STUDENTI

LA CERIMONIA A GAETA - Una cerimonia per commemorare la Giornata della Memoria si terrà anche nell’aula consiliare del Comune di Gaeta mercoledì 28 gennaio alle 10.30 durante la quale il sindaco Cosmo Mitrano consegnerà ai due sopravvissuti ed ai familiari dei cinque deceduti una targa-ricordo “in segno di riconoscenza della città di Gaeta per aver contribuito, come internati e deportati nei lager nazisti, alla formazione della nuova Italia e dell'Europa, nonché alla difesa della libertà, che le generazioni attuali e future dovranno consolidare”.

"Il riconoscimento di queste onorificenze - spiega il primo cittadino - è per noi tutti di estrema importanza, in quanto riteniamo nostro dovere morale ricordare ed onorare tutti coloro che, con grandi sacrifici e sofferenze, seppero affrontare gli orrori della guerra, le discriminazioni razziali, politiche e religiose». «La cerimonia - conclude il Mitrano - sarà l'occasione per riflettere su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e civili nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano più accadere”.

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