Giornata in memoria delle vittime delle mafie: assessore Tintari: “Ogni giorno il 21 marzo”

La città di Terracina sarà rappresentata dal vice sindaco Roberta Tintari e dal comandante della Polizia Locale Fernando De Crescenzo alle celebrazioni che domani 21 marzo si terranno al Monastero di San Magno a Fondi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

La Città di Terracina aderisce con le sue più alte cariche istituzionali alla celebrazione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera il 21 marzo di ogni anno in tante città italiane. L’appuntamento in provincia di Latina è fissato alle 9,30 di domani al Monastero di San Magno a Fondi e la Città di Terracina sarà rappresentata dal vice sindaco Roberta Tintari e dal Comandante della Polizia Locale dottor Fernando De Crescenzo.

Il vice sindaco Tintari confessa di aver “già partecipato in passato a questa manifestazione il cui intenso significato causa emozioni forti. L’opera di memoria storica e di sensibilizzazione sociale che Libera svolge da tanti anni è una delle pietre su cui fondare la ribellione civica e civile di cui tutti dobbiamo essere protagonisti. Elencare i nomi delle oltre 900 vittime della barbarie mafiosa – prosegue il vice sindaco – consegna alle nostre coscienze riflessioni che non possono non trovare conseguenze nella nostra quotidianità.

Spesso pensiamo che i nostri piccoli comportamenti non sortiscano alcun effetto e che la lotta alle mafie spetti solo allo Stato, alle autorità politiche, alla Magistratura, alle Forze dell’Ordine: non è così. Ognuno di noi ha il potere immenso di sconfiggere la mafia in ogni istante del nostro incedere quotidiano. Basta non cedere alle furbizie, negarsi alle piccole e piccolissime illegalità che ci sembrano nulla, ma che in realtà, sono tasselli di quei mosaici mostruosi chiamati mafie che ci umiliano, ci ingabbiano, ci uccidono.

Mi appello soprattutto ai giovani del nostro territorio, interessato da fenomeni preoccupanti, affinché combattano l’idea che con i sotterfugi si possano ottenere facili ricompense, che raggiungere il successo significhi ostentare oggetti costosi o avere atteggiamenti intimidatori nei confronti dei più deboli. Così non si ha futuro: solo una fugace soddisfazione dell’ego che si porterà via la vita, vostra e degli altri. Vorrei – conclude Tintari – che ogni giorno fosse il 21 marzo: un giorno di rinascita del bello che rimuove la cupezza e il gelo morale che l’inverno della criminalità vuole imporci”.        

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