Giorno del Ricordo - Gioventù nazionale, Del Broccolo: "Foibe un dolore senza fine"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

"Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia, giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. I loro carnefici sono ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale", o mai nemmeno processati. La disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia, costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Migliaia di persone scomparse nel nulla, che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. L'umiliazione di aver nascosto una pulizia etnica subita, i successivi tentativi di revisionismo storico e le versioni più o meno documentate volte a dare la colpa agli italiani e ai fascisti. Nefandezze ancor più gravi perché perpetrate da italiani, che invece dovrebbero sentirsi partecipe di una giornata che riguarda tutti. Il 10 febbraio, data scelta come commemorazione dei martiri delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, ancora non piace a tutti. Non piace ai nostalgici di Tito, né a chi nell'anno 2016 ancora riesce a definirsi comunista. Noi Italiani, abbiamo l'obbligo di ricordare e il dovere morale di ricordare tutte le tremende stragi della storia passata, insegnando alle nuove generazioni, che molti nostri connazionali hanno perso la loro vita per amore della propria Patria e per lottare contro la xenofobia politica .Le vittime delle foibe e dell'olocausto meritano di essere ricordate e commemorate in ugual misura; si tratta di eventi tragici, brutali, insensati dove non c'è traccia di umanità. In entrambi i casi l'esaltazione dell'"io", la prevaricazione di un solo uomo, la sete di potere, ha condotto al medesimo atroce risultato".

Il Dirigente Provinciale di Gioventù Nazionale Francesco Del Broccolo

Torna su
LatinaToday è in caricamento