Cronaca

Incendi, più di 1300 in due mesi nel Lazio. Provincia pontina la più colpita

Sono i dati forniti dalla Regione Lazio in riferimento ai mesi di giugno e luglio. Tavolo tecnico questa mattina a Formia; spunta l'idea "anti-piromani" con l'istituzione di punti di avvistamento per il monitoraggio degli Aurunci

Tra giugno e luglio aumentato di circa quattro volte il numero di incendi in tutto il Lazio, con la provincia pontina che detiene un triste primato nella regione. 
Sono solo alcuni dei dati che fanno riferimento al mese appena trascorso snocciolati dalla Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Lazio che delineano un quadro preoccupante degli incendi boschivi nel Lazio.

Ringrazio i volontari della Protezione civile regionale che ogni giorno con passione e dedizione sono impegnati nelle attività di presidio, monitoraggio e contrasto agli incendi boschivi sul nostro territorio, tutti gli operatori del Sistema di Protezione civile con Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato e le Forze dell’ordine. E’ necessario uno sforzo comune per mettere in campo un’efficace azione di prevenzione e controllo, questo per contrastare l’emergenza del ripetersi di incendi che coinvolgono tutto il Lazio destando in tutti forti preoccupazioni” ha dichiarato il presidente Zingaretti.

I NUMERI - In media dall’inizio dell’estate sono pervenute al numero verde della Sala Operativa circa 800 chiamate al giorno con il numero degli incendi che in tutta la regione nel mese di luglio è cresciuto di ben quattro volte rispetto a giugno. Lo scorso anno il numero degli interventi di spegnimento degli incendi da gennaio a settembre era stato di 1.210, quest’anno nei soli mesi di giugno e luglio il numero è già superiore toccando quota 1.368.

Inoltre, “già nei primi giorni di agosto -spiegano ancora dalla Regione si registrano oltre 100 interventi al giorno che vedono impegnati, oltre a vigili del fuoco e Corpo Forestale dello Stato, le associazioni di volontariato che quotidianamente impegnano almeno 400 volontari”. A cui si aggiunge anche l’impiego di 7 elicotteri della Protezione civile regionale, 3 elicotteri del Corpo Forestale dello Stato ed i Canadair del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco coordinati dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) del Dipartimento Nazionale della Protezione civile che si sono alzati finora già oltre 500 volte.

Nel mese di luglio la zona più colpita è stata la bassa Pontina con 433 interventi nella provincia di Latina, seguita dalla provincia di Roma con 409, 142 a Frosinone e provincia, 55 nella provincia di Viterbo e infine 13 a Rieti e provincia.

IL TAVOLO TECNICO - E proprio questa mattina a Formia, convocato dal sindaco Bartolomeo, si è riunito il tavolo tecnico che ha visto la partecipazione di Corpo Forestale dello Stato, vigili del fuoco, Parco dei Monti Aurunci, Comunità Montana, protezione civile, guardia costiera, polizia provinciale, Croce Rossa e vigili urbani. Ad ognuno degli Enti invitati il Sindaco Sandro Bartolomeo e l’Assessora Maria Rita Manzo hanno chiesto di “moltiplicare gli sforzi per fronteggiare la terribile scia di incendi che nelle ultime settimane ha colpito gli Aurunci. E insieme, di iniziare a lavorare sulla prevenzione per individuare le cause del fenomeno e trovare la chiave di volta per arginarlo una volta per tutte”.

Il tavolo tecnico è stato così un primo importante step verso la costituzione di un coordinamento operativo interistituzionale che, a partire da ottobre, lavorerà sugli strumenti da mettere in campo per disarmare la mano dei piromani. “Il confronto con gli esperti - spigano dal Comune di Formia -ha evidenziato l’eterogeneità del fenomeno e la diversa natura dei soggetti implicati. Dai pastori interessati al rinnovo dei pascoli ai cercatori di asparagi, dai piromani veri e propri (persone disturbate che si eccitano alla vista del fuoco) agli incendiari per profitto, quelli che sperano in una futura declassificazione dei loro terreni (es. da boschi, intoccabili per dieci anni, a pascolo o pascolo erborato) o progettano speculazioni edilizie. La particolare complessità del fenomeno rende più difficile individuare gli interventi di prevenzione più efficaci”.

“Le forze antincendio che hanno preso parte all’incontro – sostiene l’assessore alle Politiche Ambientali Maria Rita Manzo – hanno condiviso la gravità del problema, dando ampie garanzie sull’attenzione che gli viene dedicato, sia in termini di uomini che di mezzi impiegati. Da parte di tutti è emersa la volontà di migliorare il coordinamento tra gli enti, fermo restando che sul campo sono già attualmente dispiegate tutte le risorse disponibili. Un ulteriore potenziamento verrà nei prossimi giorni dalla Protezione Civile. Per il resto, lo sforzo è già massimo. Chiusa l’emergenza, si dovrà lavorare sulla prevenzione”.

“In quest’ottica – rende noto il primo cittadino di Formia Sandro Bartolomeo -, si è iniziato a discutere dell’idea di istituire dei punti di avvistamento per il controllo del territorio montano. Uno strumento utilissimo per il monitoraggio del patrimonio boschivo e deterrente importante per tutti i possibili attori di questo scientifico disastro che ciclicamente si consuma a danno delle nostre montagne e del nostro patrimonio boschivo. Nei prossimi giorni contatteremo Enti e associazioni per trovare le risorse da destinare a questa attività che sarà coordinata dalla nostra Protezione Civile. Siamo sotto aggressione – conclude -, non possiamo che rispondere con forza”.

INCENDI BOSCHIVI, VERTICE IN PREFETTURA
 

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