Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Escalation di incendi, Wwf: “Danni per ecosistemi e vita dei cittadini”

Dati allarmanti quelli che riguardano i roghi nell'intera regione e nella provincia pontina per questa che è stata un'estate devastante. Gli ambientalisti: "Possiamo solo ipotizzare i danni"

La protezione civile della regione Lazio parla di 700 ore di volo già effettuate per domare incendi dal 1 giugno ad oggi.

E per quanto riguarda la provincia di Latina, ogni giorno i vigili del fuoco sono chiamati ad un lavoro sovraumano per avere ragione dei numerosi roghi che in lungo e largo stanno devastando tutto il territorio pontino.

Quella in corso è una delle estati peggiori per quanto riguarda gli incendi, e, in una nota, il presidente di Wwf Lazio, Vanessa Ranieri, fa un bilancio della situazione in tutta la regione, mettendo anche in luce le conseguenze nefaste di questa escalation di roghi.

Nella sola capitale con 500 ettari bruciati c’è stata un impennata del 120% in più di incendi rispetto allo scorso anno; ma dati alla mano, va male anche la provincia pontina: “in sensibile aumento le fiamme - spiega Ranieri - anche nella provincia di Latina, a Sezze, Itri, Terracina, Sonnino, Sabaudia, Aprilia e Latina”.

Stesso trend nel resto del Lazio: “A Frosinone, dove sono state colpite molte delle sue aree boscate di pregio, a cominciare dalle Gole del Melfa, nella Tuscia la percentuale di aumento registrata è del 380% rispetto al 2011, con oltre 470 roghi di diversa natura dal primo giugno scorso al 10 agosto. In provincia di Rieti, infine, sono già 100 gli ettari di bosco completamente bruciati”.

E per quanto riguarda i danni? "Possiamo solo ipotizzare i danni che a fine stagione potremmo imputare sia ad inneschi dolosi che ad una grande quantità di gesti sciocchi e sconsiderati - sottolinea Ranieri -; entrambi i comportamenti, pur nella loro oggettiva differenza, stanno di fatto distruggendo territorio ricco di biodiversità a danno degli ecosistemi e della vita dei cittadini".

Per il presidente è "fondamentale che i Comuni applichino senza indugio quanto disposto dalla Legge 21/11/2000 n. 353, il cui contenuto, tra le altre norme, prevede anche quella secondo la quale 'le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni’. Ciò determinerebbe certamente una limitazione alle finalità speculative che spingono alcuni ad appiccare il fuoco proprio sulle aree di maggior pregio naturalistico, nel mero intento di poterle sottrarre ai vincoli ambientali e paesaggistici. Confidiamo quindi - conclude Ranieri - in pene severe per coloro i quali vengono individuati come i colpevoli dei roghi e l'immediato inserimento dei terreni incendiati nel catasto delle aree percorse dal fuoco, nonché nel divieto di pascolo e caccia sulle aree boscate colpite".

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