Terracina nella morsa delle fiamme: incendi in serie. L’allarme di Legambiente

Situazione critica con i roghi che non danno tregua da giorni. Nel tardo pomeriggio di ieri di nuovo le fiamme nella zona di San Silviano minacciando le case. Notte di fuoco anche a La Ciana - Monte Giove. Ore di lavoro per vigili del fuoco e protezione civile

Incendio a Terracina - Foto di Filippo Curti

Situazione critica sul fronte incendi nella zona di Terracina stretta da giorni nella morsa delle fiamme. Nel tardo pomeriggio di ieri, 16 agosto, un nuovo rogo si è sviluppato nella zona di San Silviano; velocemente si è propagato minacciando anche le abitazioni e mettendo in allerta i residenti della zona che hanno lasciato le case. Ore di lavoro per i vigili del fuoco e la protezione civile.

Una situazione difficile che dura da giorni con gli incendi che prima hanno interessato la collina di Monte Leano, un prezioso SIC della Regione Lazio, poi La Fossata e il Tempio di Giove, e ancora a Campo Soriano, La Fiora e infine proprio San Silviano la zona La Ciana - Monte Giove. 

“Ettari e ettari di preziosa vegetazione in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case” denunciano in una nota congiunta Legambiente Lazio e Ciroclo Legambiente di Terracina. “Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi”.

Incendi nella notte a Terracina 

Nel tardo pomeriggio di ieri sono divampati a Terracina i due grandi incendi che hanno interessato le due zone di La Ciana - Monte Giove e San Silviano. 

Scattato l’allarme sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con la squadra 3A del locale distaccamento insieme ai colleghi partiti da Sonnino e Fondi insieme al Dos mentre le operazioni di spegnimento andate avanti per tutta la notte sono poi proseguite con l’ausilio della 1A di Latina e la 5A di Gaeta.  

I vigili del fuoco sul posto insieme ai volontari della protezione civile hanno cercato di sopperire a tutti gli appelli dei residenti della zona che per tutta la notte hanno continuato a chiedere aiuto, perché spaventati dalle fiamme che minacciava le abitazioni. Si è aspettato le prime luci dell'alba per far sì che i Dos con i mezzi aerei potessero attaccare di nuovo l'incendio dall'alto.

Incendio a San Silviano - Il video 

Alta l’attenzione da parte dell’Amministrazione

Alta l'attenzione anche da parte dell’Amministrazione Comunale di Terracina con il sindaco Nicola Procaccini personalmente intervenuto anche sui luoghi degli incendi. “Se posso rendermi utile in qualunque maniera, voglio mettermi a disposizione” ha detto. 

"Ieri notte abbiamo vinto una battaglia che sembrava impossibile" ha commentato questa mattina il primo cittadino, sceso in campo in prima persona, in un post sulla sua pagina Facebook. (leggi qui

L’allarme di Legambiente

Nei gironi scorsi nel dossier “Lazio in fiamme”, Legambiente ha illustrato la drammatica situazione della regione sul fronte incendi - 5.213 ettari bruciati - e della provincia pontina, la più colpita dagli incendi con 3.584 ettari alle fiamme con 25 roghi vasti: Itri il comune più devastato in assoluto con addirittura 1.172 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi di tutto il Lazio in 7 grandi roghi e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale. 

“Nei giorni scorsi Legambiente Lazio (dopo l'esposto dello scorso anno del Circolo di Terracina e di Legambiente Lazio sui roghi tossici che ha dato luogo ad una importante indagine e che avuto un suo impatto visto che il fenomeno quest’anno sembrerebbe essere sicuramente più contenuto) - si legge nella nota - ha inviato il dossier #Lazioinfiamme in forma di esposto alla Procura della Repubblica perché siano individuati i colpevoli di tali barbari atti e della devastazione che ne consegue e siano individuate le responsabilità anche politiche e amministrative, perché sono veramente  troppe le aree di pregio del nostro Paese finite in balia di eco-criminali e piromani e il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dalle fiamme. Non curare i nostri spazi verdi e lasciarli abbandonati  in balia di vandali e criminali è colpevole tanto quanto appiccare il fuoco” proseguono Legambiente Lazio e il Circolo di Terracina.

Legambiente: Cosa fare

La gestione dell’emergenza incendi, afferma Legambiente, “è stata segnata fino ad ora da troppi e ingiustificati ritardi a livello regionale e nazionale a partire dalle Regioni, che si sono mosse con troppa lentezza. Ad oggi il Lazio non ha ancora approvato il nuovo Piano AIB 2017 (piano antincendio boschivo) e le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del Fuoco e con la Protezione Civile. Ai ritardi, va aggiunta il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e soprattutto l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima. In questo quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri e i ritardi nazionali dovuti al fatto che il Governo e i Ministeri competenti non abbiano ancora approvato i decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per quanto riguarda l’antincendio boschivo, in modo da garantire su tutto il territorio squadre operative per gestire l’emergenza e svolgere le attività di prevenzione”.

Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi. “Oggi - si legge ancora nella nota -, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti”. 

Inderogabile, sostiene poi Legambiente, "che le Regioni, d’intesa con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenzino i corsi di formazione per le figure che devono svolgere la funzione di direzione delle operazioni di spegnimento (DOS) e che gli Enti locali procedano alla realizzazione e aggiornamento costante del Catasto delle aree percorse dal fuoco, finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si siano verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000. Inoltre, il ruolo degli Enti locali appare cruciale nelle attività di prevenzione degli incendi attraverso la cura e tutela del territorio e delle aree boschive, attraverso lo studio e la predisposizione di misure di mitigazione del rischio, così come le attività di controllo e di avvistamento, necessarie per la realizzazione di interventi tempestivi di spegnimento. Infine occorre soprattutto superare l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio e non solo avere un atteggiamento reattivo”. 

“Il problema degli incendi va affrontato, a tutti i livelli di responsabilità. Il nostro Circolo - concludono da Terracina - sta raccogliendo i sospetti e le segnalazioni con le foto più significative, ma anche le proposte più utili al contenimento del rischio e al rafforzamento della sorveglianza e invita tutta la cittadinanza ad inviarle a legambiente.terracina@gmail.com in modo da integrare l’esposto già inviato in procura con i purtroppo amarissimi accadimenti del ferragosto terracinese".

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