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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Incendio ad Al Karama, Comune: “Situazione nel centro monitorata”. Generatore installato

In arrivo un container per le persone sgomberate dall'immobile interessato dal rogo che ha lasciato senza corrente il centro; Amministrazione al lavoro per superare l’emergenza. Fratelli d’Italia: “Il centro va chiuso”

La situazione nel campo Al Karama è costantemente monitorata dal Comune di Latina da quando sabato pomeriggio è divampato l’incendio in una delle unità interessando il quadro elettrico generale da 50 Kw del centro rimasto senza energia elettrica. Sono attivi i Servizi Sociali, il Pronto Intervento Sociale e i volontari della Croce Rossa per tenere sotto controllo la situazione all’interno del campo di via Monfalcone e per risolvere l’emergenza venutasi a creare in seguito al rogo.   

Immobile sgomberato dopo l’incendio

Nella giornata di ieri il sindaco di Latina, Damiano Coletta, ha emesso un’ordinanza (leggi qui) “contingibile  ed urgente per eliminare i gravi pericoli che minacciano l’igiene, la salute e l’incolumità pubblica presso il campo”; con il provvedimento del primo cittadino è stato ordinato lo sgombero dell'immobile interessato dal rogo che, si legge, ha lasciato il centro “privo di energia elettrica utilizzata oltre che per l’illuminazione interna anche per il riscaldamento e per tutte le attività domestiche degli occupanti”. La stessa struttura, che è stata sgomberata, “ha perso il requisito igienico sanitario per essere utilizzata come residenza in quanto nei locali sono presenti polveri da combustione e acqua e inoltre i solai sono imbibiti di acqua e sulle murature e i soffitti ci sono fenomeni di muffa e umidità” (come si vede nelle foto allegate all’ordinanza)”. 

Incendio centro Al Karama 2 febbraio 2019

Oltre allo sgombero, il provvedimento del sindaco ordinava anche al Servizio Politiche di Welfare di “provvedere alla sistemazione temporanea in altro edificio delle persone sgomberate”, sei in totale, tra cui anche un bambino di 3 anni. Gli occupanti hanno espresso la loro volontà di non lasciare il campo trovando momentaneamente ospitalità in una delle altre strutture presenti all’interno del centro. Dal Comune di Latina hanno fatto sapere che domani arriverà da Borgo Grappa un container dove potranno trasferirsi le persone sgomberate. 

Gli interventi all’interno del centro

Intanto, nella giornata di oggi è stato installato un nuovo generatore messo a disposizione dalla Protezione Civile per la ripresa della corrente mentre si procede con i lavori per il ripristino del quadro elettrico e permettere il ritorno alla normalità nel centro. Il Comune, con il sindaco Damiano Coletta e l’assessore al Welfare Patrizia Ciccarelli, ha incontrato le 200 persone che vivono all’interno di Al Karama per illustrare loro anche gli interventi previsti per il futuro del centro. 

Fratelli d’Italia: “Sgomberare e chiudere il campo”  

L’incendio di sabato ha fatto tornare d’attualità la polemica su Al Karama; Fratelli d’Italia, attraverso una nota a firma del portavoce Gianluca Di Cocco e del vice coordinatore Luigi Pescuma, chiede l’immediato sgombero e l’immediata chiusura del centro di via Monfalcone a Borgo Montello. “Al Karama, che in lingua araba significa paradossalmente ‘dignità’, è nato svariati anni orsono come centro di prima accoglienza su iniziativa della Cgil - dichiarano Di Cocco e Pescuma in una nota -. Nel corso del tempo quella struttura, di proprietà della Regione Lazio ma gestita dal Comune di Latina, è stata dapprima utilizzata quale centro di prima accoglienza per profughi nordafricani e poi è stata occupata da nomadi di origine rom che si sono ritrovati lì con il ‘passaparola’. Successivamente vi è stata una presa d’atto della situazione ed un tentativo fallito di gestione con fondi sovracomunali che hanno prodotto l’unico effetto di sperpero di denaro pubblico. Le condizioni igienico-sanitarie in cui vivono i nomadi (e come tali non dovrebbero stanziare), che vi dimorano, incontrollati ed incontrollabili, in maniera più o meno stabile, sono da terzo mondo: il degrado ed il rischio di malattie sono elevati.

Quel posto è diventato un ‘ghetto’, un porto di mare dove sbandati, ‘delinquenti’, lavoratori agricoli in nero, accattoni e povera gente, per lo più di etnia rom, tutti insieme convivono in promiscuità, in condizioni umane disastrose. Un contesto in cui la parola ‘dignità’ richiamata dal nome arabo dato al sito suona come una cinica presa per i fondelli per quei poveracci ed una amara constatazione del fallimento di un modo di fare solidarietà senza risorse e senza strutture e, soprattutto, con il fondoschiena degli altri. E gli altri sono le casse del Comune di Latina e la gente di Borgo Montello, Bainsizza e dintorni che oltre alla iattura della discarica è costretta a sostenere anche le ‘scorribande’ di minori senza patente per le strade del borgo, furti e prepotenze. Con una percezione della sicurezza per i cittadini e per i loro beni sotto zero”.

“L’accoglienza vera - vanno avanti Di Cocco e Pescuma - è fatta di assicurazione di servizi essenziali e, soprattutto, è fatta in vista di una temporaneità della permanenza degli ‘ospiti’ in quel luogo. Ma soprattutto è fatta quando ci si può permettere di farla: altrimenti è complicità per il degrado umano ed ambientale in cui si ritrovano i potenziali beneficiati che diventano vittime”.

“Non ci possiamo permettere - proseguono - né da un punto di vista economico e né da un punto di vista di sicurezza ed ordine pubblico di sostenere oltre una situazione che è ai limiti dell’esplosione. Ma i cittadini di Borgo Montello e Borgo Bainsizza che peccato hanno fatto per meritarsi una maledizione come questa in aggiunta all’altra enorme maledizione della discarica a cielo aperto? Eppure quella zona ha potenzialità turistiche inespresse ed inimmaginabili: dal turismo archeologico per la presenza di Satricum a quello religioso per la vicina presenza della Casa del Martirio di Santa Maria Goretti. In ogni caso un dato è certo ed incontrovertibile: Al Karama va sgomberato e chiuso immediatamente”. 

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