Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Incendio all’auto della Finanza, presi i mandanti. Ad appiccare il fuoco un minore partito da Latina

Arrestati i due mandanti del rogo alla vettura delle fiamme gialle in servizio alla Compagnia di Nettuno. Il minore era già stato fermato

E’ stato chiuso il cerchio e tutte le persone coinvolte non state individuate nell’ambito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma in seguito all’incendio che ha interessato una vettura delle fiamme gialle in servizio alla Compagnia di Nettuno del 2 febbraio scorso. Una complessa indagine dei militari che ha portato all’arresto dei due mandanti; ad appiccare il fuoco è stato un minorenne egiziano residente in una casa famiglia della provincia pontina. Secondo quanto emerso dalle indagini è stato accompagnato a Nettuno da un connazionale, gestore di un autolavaggio a Latina. 

Auto della Finanza incendiata a Nettuno

L’incendio, spiegano dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, “è stato provocato da un soggetto incappucciato con l’uso di liquido infiammabile e ha completamente distrutto il mezzo” determinando anche “un grave pericolo per l’incolumità pubblica, in quanto si sarebbe certamente propagato alle altre autovetture parcheggiate nella centralissima piazza Mazzini, se il militare in servizio di vigilanza della caserma, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, non avesse prontamente spostato la macchina immediatamente adiacente a quella in fiamme”. 

Le immagini video

E’ stato grazie all’acquisizione e all’analisi di centinaia di ore di registrazione delle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici presenti nella zona che le fiamme gialle nettunesi sono riuscite ad individuare l’esecutore materiale del gesto risalendo poi al mandante dell’atto intimidatorio. 

Auto della Guardia di Finanza data alle fiamme: il video dell'incendio 

Il movente dietro all’incendio

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Velletri, l’incendio è stato commissionato da un noto pregiudicato locale, il 37enne P. I., come ritorsione per l’arresto effettuato nei suoi confronti dai militari della Compagnia di Nettuno il 13 settembre dello scorso anno, quando fu trovato in possesso di diverse dosi di cocaina. “L’uomo, con la collaborazione di un soggetto incensurato, L.C. di anni 35, guardia giurata, ha commissionato, per poche centinaia di euro, l’atto intimidatorio a due cittadini di origine egiziana, regolarmente presenti sul territorio dello Stato, procurando loro il liquido infiammabile e illustrando agli stessi le modalità da utilizzare affinché le fiamme potessero propagarsi nel modo più rapido possibile”. Materialmente, proseguono ancora dalla Guardia di Finanza, “il fuoco è stato appiccato da un minorenne egiziano residente, all’epoca dei fatti, presso una casa famiglia di un piccolo paese della provincia di Latina. Il ragazzo, nella circostanza, è stato appositamente accompagnato a Nettuno da altro soggetto egiziano, gestore di un autolavaggio a Latina”. 

I primi fermi a maggio e gli arresti di oggi 

Nel maggio scorso i militari hanno proceduto al fermo del secondo ragazzo straniero che, tuttora, si trova ristretto presso il carcere di Velletri, mentre, su disposizione del Tribunale dei Minorenni di Roma, hanno applicato al minore la misura cautelare del collocamento in Comunità. Oggi invece sono stati arrestati i due cittadini italiani. (I particolari su RomaToday)

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