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Incendio alla Loas di Aprilia, analisi dell’Arpa: preoccupano i risultati del primo campione

Il monitoraggio della qualità dell'aria avviato a poche ore dal violento rogo del 9 agosto. Dagli esiti parziali sul primo campione emergono valori elevati di Benzoapirene e PCB

Sono stati diffusi dalla stessa Arpa Lazio i primi risultati delle analisi effettuate in seguito al devastante incendio alla Loas, l’azienda di recupero rifiuti di Aprilia. Dagli esiti parziali sul primo campione emergono valori elevati di Benzoapirene e PCB. 

Subito dopo il violento rogo divampato nella serata di domenica 9 agosto, che ha mandato in fumo un volume ancora indefinito di rifiuti generando l’enorme colonna di fumo nero che si è alzata in cielo destando allarme tra la popolazione, l’Arpa Lazio ha installato a breve distanza dall’area interessata un campionatore ad alto volume; si tratta, spiega l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio, di uno strumento necessario per verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. 

Il monitoraggio è stato avviato già nelle prime ore della giornata di lunedì 10 agosto e nella serata di ieri sono stati diffusi i primi, e parziali, risultati delle analisi (qui la nota ufficiale pubblicata sul sito dell’Arpa Lazio). Nella tabella elaborata da Arpa (in basso), si può vedere la concentrazione nell’aria di Benzoapirene e PCB proprio alla data del 10 giugno. 

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“Tra gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) - spiega Arpa - normalmente rilevabili il benzo(a)pirene, è l’unico composto per il quale il d.lgs. n.155/2010 prevede un valore limite pari a 1 ng/m3 come concentrazione media annua. Il valore del primo campione è superiore al valore limite annuale previsto dalla normativa”. E tale valore nel campione rilevato lunedì, quindi a poche ore dall’incendio, è pari a 216. Per quanto riguarda i PCB (policlorobifenili) il dato è pari a 2361 e per farne capire la portata viene fatto un confronto con i valori misurati in prossimità dell’incendio Eco X di Pomezia di tre anni fa nei giorni del 5-6 maggio 2017, pari a 394 pg/m3, quindi quasi sei volte superiore. 

Dall’Arpa Lazio fanno infine sapere che sono in corso ulteriori analisi sia sul primo e che sul secondo campione e non appena disponibili saranno diffusi i nuovi dati, mentre è in corso di  elaborazione il modello di ricaduta degli inquinanti. 

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