Domenica, 17 Ottobre 2021
Incidenti stradali Aprilia

Incidente Padova, Aprilia distrutta dal dolore: funerali delle vittime

Migliaia di persone in piazza Roma per l'ultimo saluto; Monsignor Vincenzo Pelvi che ha officiato il rito: "Sono un dono di Dio in terra e il loro insegnamento non andrà mai dimenticato"

A poco meno di tre mesi di distanza dalla prematura scomparsa del primo cittadino Domenico D’Alessio, ancora una volta Aprilia si trova a vivere una giornata di lutto. La ferita è ancora aperta e sembra non volersi rimarginare. In tanti, migliaia tra cittadini, rappresentanti delle forze locali e delle istituzioni, si sono ritrovati ieri in piazza Roma per l’ultimo saluto alle 5 vittime del drammatico incidente di sabato scorso a Padova. Per loro non c’è stato niente da fare ed ora una città ancora incredula si stringe intorno ai familiari e all’Associazione Nazionale Carabinieri di cui alcuni di loro facevano parte.

I feretri di Roberto Arioli, il presidente della sezione locale dell’associazione di protezione civile colpita dal grave lutto, Maria Ivana Aronica, Settimio Iaconianni, Maria Domenica Colella e Gianfranco Gruosso, nel silenzio più incredibile rotto solo dal pianto dei familiari e di quanti hanno voluto salutarli, intorno alle 15.30 di ieri hanno raggiunto il centro di Aprilia dalla camera ardente allestita presso la sede dell’Anc nel sito industriale dismesso ex Claudia.

Sul sagrato della chiesa di San Michele Arcangelo e Santa Maria Goretti sono stati posizionati gonfaloni e labari e il picchetto d’onore dell’Arma dei Carabinieri. Accanto all'altare, sorretta da due corazzieri, una corona inviata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Monsignor Vincenzo Pelvi, cappellano militare, che ha officiato il rito funebre ha ricordato uno ad uno i cinque defunti, elogiandone le qualità, l’onestà e la capacità di saper donare se stessi, impegnati com’erano nella protezione civile e nel volontariato. “Sono un dono di Dio in terra - ha detto - e il loro insegnamento non andrà mai dimenticato”. "Roberto, presidente dell'Associazione dell'Arma di Aprilia, era partito volontario per il terremoto de L'Aquila. Settimio era un riferimento e un esempio di solidarietà. Gianfranco, con la sua mitezza, spandeva armonia e benevolenza. Maria era la mamma di tutti quanti, mentre Maria Domenica era la nonna gioiosa che accoglieva i bambini della parrocchia. Tutti - ha detto il sacerdote - si distinguevano per atti concreti di solidarietà e sono un esempio per chi invece sceglie i facili miraggi del guadagno. I nostri cari invece hanno dato una risposta di passione e di impegno: i nostri defunti sono un dono perenne".

Al termine della celebrazione religiosa, è intervenuta una volontaria dell’Associazione Nazionale Carabinieri che ha salutato a nome di tutti i cinque amici prematuramente scomparsi in seguito al drammatico incidente. In particolar modo, ha salutato il presidente Roberto Arioli, “il nostro gigante buono, che è volato in cielo perché gli angeli avevano bisogno di lui”.

Salutati dagli squilli di tromba dei carabinieri, i feretri, sui quali è stata poggiata una foto delle vittime, hanno lasciato lentamente la piazza, salutati nuovamente dall'applauso dei cittadini di Aprilia e sono stati accompagnati in corteo fino al cimitero comunale di via Cattaneo. Imponente l’impiego delle forze dell’ordine e dei volontari della protezione civile, che hanno distribuito acqua ai presenti e soccorso alcuni colti da malore per il forte caldo. Nella ex piazza delle Erbe (zona mercato coperto) è stato attivo per tutto il giorno un presidio medico di pronto soccorso.

L’amministrazione comunale apriliana, presso l’ufficio del Sindaco, ha poi voluto incontrare e salutare formalmente i rappresentanti delle amministrazioni del padovano, luogo nel quale si è consumata la tragedia. “Domenica scorsa – ha detto il sindaco f.f. del Comune di Aprilia Antonio Terra – con l’animo sconfortato e l’apprensione per lo stato di salute dei numerosi feriti, siamo partiti alla volta di Padova. Lì siamo stati accolti dallo straordinario abbraccio di una comunità che, sconvolta anch’essa per l’accaduto, si è immediatamente mobilitata per offrire ospitalità e sostegno alle nostre famiglie. Di fronte a questa  riconoscente. Per questo motivo, oggi voglio ringraziare tutte le forze dell’ordine e in particolare il comando provinciale dei carabinieri di Padova, le strutture ospedaliere, i volontari della protezione civile, tutti gli addetti ai lavori del Comune di Aprilia, l’amministrazione provinciale di Padova e le amministrazioni comunali del padovano per aver dimostrato spirito di servizio e capacità umane e professionali nel gestire questo tragico evento”.

“Ancora una volta – ha proseguito il Sindaco f.f. del Comune di Aprilia – la nostra città è sconvolta da un tragico evento e oggi piange cinque persone per bene, uomini e donne generose che hanno fatto del volontariato la loro missione di vita, vittime di una tragedia in un giorno che doveva essere di festa. La nostra amministrazione esprime la propria vicinanza ai familiari di chi oggi non c’è più e a tutti i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri “.

LE AUTORITÀ PRESENTI - Molte le autorità civili e militari che hanno preso parte alla cerimonia funebre: il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il Gen. C.A. C.C. Gallitelli, il Prefetto di Latina Sua Eccellenza Antonio D’Acunto, il Sindaco f.f. del Comune di Aprilia Antonio Terra, il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il P.C. Giarola, il Gen. C.A. C.C. Gasparri, il Gen. C.A. C.C. Orlando, il Gen. C.C. Movm. Rocca, il Gen. C.A. C.C. Lo Sardo, l’Amm. Sq. P. Pagnottella, il Gen. D. C.C. Ciceri, il Gen. D. C.C. Magliuolo, il Questore Intini, il Col. C.C. De Chiara, il Col. G.D.F. Kalenda, il Com. Prov. VV.FF. LT D’Angelo, il maggiore del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Aprilia Andrea Mommo, l’assessore della Provincia di Padova Pavanetto, il Presidente del Consiglio comunale di Aprilia Bruno Di Marcantonio, i rappresentanti della giunta comunale e del Consiglio comunale, il consigliere regionale Galetto, i consiglieri della Provincia di Latina Vincenzo Palumbo e Massimo Bortolameotti, il Sindaco di Anzio Bruschini), l’assessore di Pomezia Cenacchi, il Sindaco di Cisterna Merolla, il Sindaco di Latina Di Giorgi, il Sindaco di Lanuvio Galieti, il Sindaco di Ardea Di Fiori, l’assessore di Nettuno Cianfriglia, il Sindaco di Sermoneta Giovannoli, il Sindaco di Sabaudia Lucci, il Sindaco di Norma Mancini, il Sindaco di Rocca Massima Tomei, il Sindaco di Sezze Campoli, il Sindaco di Castelforte Gaetano, il Sindaco di Cori Conti), il Sindaco di Formia Forte, l’assessore di Gaeta Ciano, l’assessore di Priverno Miccimilli, rappresentanti dei Comuni di Monte San Biagio, di Itri, di Pontinia, il Sindaco di Ponte San Nicolò Rinuncini, il vicesindaco Schiavon e il consigliere comunale Barbieri, l’assessore di Padova Carrai, l’assessore di Legnaro Callegaro, il Sindaco di Villa Sant’Angelo Biondi e il Sindaco di Fumone Potenziani.

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