Cronaca

Criminalità organizzata, allarme infiltrazioni in provincia di Latina

Nella relazione del presidente della Corte d'appello di Roma per l'apertura dell'anno giudiziario affronatato il nodo delle organizzazioni criminali diffuse a Latina e sul litorale pontino

Dopo l’allarme lanciato dalla Dna che nella tradizionale relazione ha parlato di “una situazione preoccupante per il Lazio, al limite di un precipizio” – prendendo il caso di Fondi come esempio – per quanto riguarda il rischio della presenza della ‘ndrangheta, ancora una volta oggi viene puntata l’attenzione sulle organizzazioni criminali di stampo mafioso diffuse nel territorio regionale.

“Nel Lazio e a Roma le organizzazioni criminali di stampo mafioso (soprattutto 'ndrangheta e camorra) beneficiano di varie articolazioni logistiche per reimpiegare con profitto i capitali illecitamente accumulati e investirli in attivita' imprenditoriali e di intermediazione finanziaria" recita uno dei passaggi della relazione del presidente della Corte d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, all'inaugurazione dell'Anno giudiziario.

"A Roma le organizzazioni criminali mafiose acquisiscono, anche a prezzi fuori mercato, immobili, società ed esercizi commerciali nei quali impiegano risorse economiche di provenienza delittuosa". Nell'ultimo anno la Dda di Roma ha aperto 279 procedimenti di cui 17 ipotizzano il delitto di associazione di tipo mafioso. In questo contesto, si legge nella relazione, sono emesse misure di custodia cautelare a carico di 169 persone. Santacroce afferma, inoltre, che "nell'ultimo periodo, specie nel territorio del basso Lazio e sul litorale romano, il livello criminale e l'indice di penetrazione della criminalità organizzata si sono innalzati" e "ne danno la misura di arresti di importanti latitanti".

E NELLA PROVINCIA PONTINA?  - I dati della Dda segnalano "pesanti infiltrazioni di gruppi criminali, soprattutto di matrice camorristica, nella provincia di Latina e in particolare sul litorale pontino".

Santacroce ha fatto infatti riferimento proprio a Latina e a litorale pontino "dove si svolgono importanti attività commerciali". E ancora una volta torna alla ribalta l'area di Fondi “dove è ubicato uno dei più grandi mercati ortofrutticoli d'Europa in cui operano gruppi calabresi e siciliani”; mentre nel territorio di Anzio e Nettuno fino ai confini della provincia di Latina sono presenti esponenti calabresi del clan Fallace. Qui è particolarmente attivo il traffico di stupefacenti come dimostrano i sequestri di 2.600 chili di hashish ad Ardea.

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