Discarica di Montello, situazione critica della falda acquifera: "Il sito va chiuso"

La Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sta svolgendo nuovi approfondimenti anche sugli invasi di Latina. Chiesti chiarimenti anche sulla perizia disposta dal Tribunale per avvelenamento delle acque

Una situazione critica quella della discarica di Borgo Montello, sulla quale la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti sta svolgendo nuovi approfondimenti. Nel corso dell’audizione odierna del direttore generale dell’Arpa Lazio Marco Lupo, si è fatto il punto, in particolare, proprio sulle discariche più a rischio: Malagrotta, a Roma, e Borgo Montello, per la provincia di Latina.

Il direttore dell’Arpa e il responsabile dell’agenzia di Latina, parlano chiaramente di una “criticità conclamata della falda acquifera sottostante l’invaso” e, più in generale, di una situazione ambientale complessa, vista anche la lunga storia del sito, utilizzato in passato, tra gli anni ’80 e ’90, per lo sversamento di rifiuti speciali industriali.

Alla sezione di Latina dell’Arpa è stato poi chiesto di spiegare la difformità dei risultati tra il piano di monitoraggio dell'agenzia ambientale e i risultati della perizia disposta dal GUP di Latina nell'ambito di un procedimento penale per avvelenamento delle acque. Una differenza che - secondo il perito Munari nominato dal Tribunale - potrebbe far ipotizzare un quadro per Borgo Montello ancora piùpreoccupante.

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Nel corso dell’audizione l’Arpa Lazio ha inoltre illustrato i risultati dell’attività di analisi sui flussi dei rifiuti nella regione. E’ emerso che il 70% dei rifiuti prodotti dagli impianti laziali (Tmb e Tm) è stato inviato fuori regione; in particolare, il 40% del combustibile per rifiuti, l'80% degli scarti non recuperabili e il 90% della frazione organica stabilizzata lasciano il Lazio verso impianti di trattamento in Italia e all'estero". 

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