Migranti, protocollo firmato in Prefettura: “In provincia un’accoglienza diffusa e capillare”

Dopo i primi 6, altri 9 comuni sottoscrivono il documento. Raccolte le testimonianze delle amministrazioni e dei migranti. “L’attivismo dei richiedenti asilo ha contribuito ad arginare pregiudizi e timori, creando un clima di maggiore coesione”

Sono 2.892 i cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, nella provincia di Latina gestiti da undici associazioni operanti su tutto il territorio pontino; complessivamente tra Centri di accoglienza straordinaria e programmi Sprar curati dai Comuni, le presenze straniere sono 3.210. 

Sono questi alcuni dei numeri snocciolati nel corso dell’incontro di ieri in Prefettura che ha visto la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con i Comuni di Latina, Aprilia, Terracina, Minturno, Priverno, Sermoneta, Maenza, Pontinia, Lenola e le Associazioni operanti in sede locale. Un protocollo finalizzato all’individuazione di forme di integrazione dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza straordinaria nel tessuto sociale della comunità. 

Le Associazioni coinvolte sono Karibù, il Quadrifoglio, Gus, Astrolabio, Eriches 29 e Azalea che sul territorio gestiscono i cosiddetti Cas (Centri di accoglienza straordinaria).

Il Protocollo d’intesa

“L’iniziativa - spiegano da piazza della Libertà - si inserisce nel percorso avviato e voluto da questa Prefettura, volto alla integrazione dei migranti nel contesto sociale in cui sono ospitati anche attraverso attività di volontariato a favore della collettività ospitante, alla luce del decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017”.

L’obiettivo del Protocollo, già firmato il 27 marzo scorso dai Comuni di Fondi, Norma, Cori, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima e Santi Cosma e Damiano, come è stato spiegato, è dunque quello di definire percorsi educativi che promuovano la formazione di una coscienza della partecipazione dei migranti. In particolare, le attività cui potrà essere impegnato il richiedente asilo, su base esclusivamente volontaria, dovranno inserirsi nel contesto dei servizi alla collettività e dovranno essere rese sempre con  la supervisione di  un tutor al fine di garantire la  massima realizzazione delle potenzialità educative-formative del progetto approvato.

Alla firma del protocollo d’intesa ha partecipato l’assessore regionale ai Servizi sociali, Rita Visini, il Vescovo della Diocesi di Latina, Mariano Crociata e i rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine. 

Le testimonianze

Ma l’incontro di ieri è stato anche l’occasione per fornire un momento di confronto e di dialogo con i sindaci e le associazioni che hanno già sottoscritto il Protocollo il 27 marzo scorso al fine di dare concreta e diretta testimonianza dei progetti di accoglienza e di integrazione dei migranti nel tessuto sociale della comunità ospitante già avviati e di comprendere quale sia stato il feedback da parte della comunità ospitante.

Gli amministratori di Fondi, Norma, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Cori e Santi Cosma e Damiano hanno evidenziato i progetti attuati, consistenti prevalentemente nella manutenzione del verde e del decoro urbano, con i quali sono state supportate alcune  attività comunali rese più difficoltose dalla carenza di risorse finanziarie e umane. “Al contempo - prosegue la Prefettura - l’attivismo dei richiedenti asilo ha contribuito ad arginare pregiudizi e timori, creando un clima di maggiore coesione in particolar modo attraverso le attività di natura sportiva, come il calcio”. 

Significativa la testimonianza di due giovani di origini africane, rispettivamente calciatore e cuoco, che hanno manifestato sentimenti di gratitudine nei confronti della popolazione locale. Auspicato l’ampliamento dei settori di intervento e un coinvolgimento maggiore delle scuole.  

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Il prefetto Faloni: “In provincia un accoglienza diffusa e capillare”

“Abbiamo voluto costruire un evento per fare il punto della situazione sulla gestione del fenomeno migratorio in questa Provincia e per mettere in evidenza anche le virtuosità – ha rimarcato il prefetto di Latina, Pierluigi Faloni - dunque un modello giusto per il territorio che attua un’accoglienza diffusa e capillare in 23 comuni su 33, equivalenti al 91 per cento della popolazione. Si sono unite la professionalità e l’impegno di Prefettura, Forze di Polizia, Comuni, Associazioni, Chiesa e intera collettività. Le cooperative devono dare assistenza a uomini liberi. E’ solo attraverso l’integrazione che il fenomeno può essere gestito anziché subìto. In tal modo, anche la prevenzione e il controllo, fondamentali per garantire la sicurezza e l’ordinato svolgersi della vita civile, possono essere attuate in maniera più efficace”.

Assessore Visini: “Questo un esempio di buona prassi” 

“Nel Lazio sono presenti 18.046 richiedenti asilo, ovvero 1 ospite straniero su 327 residenti – ha riferito l’assessore ai Servizi Sociali della Regione Lazio, Rita Visini – e l’intesa sottoscritta presso la Prefettura di Latina, rappresenta un esempio di buona prassi alla quale la Regione guarda con interesse anche in previsione di iniziative “cornice” che possano contribuire ai progetti di integrazione varati dai Comuni. Le esperienze raccontate dai sindaci, dimostrano infatti che l’impiego di volontari stranieri fa bene alla collettività, prima di tutto, ma anche agli stessi migranti che sono in attesa dell’esito della richiesta di asilo”. 

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