Operazione "Speedy Fly", Veneruso interrogato nel carcere di Napoli si difende: "Operazioni lecite"

L'imprenditore dell'Aviointeriors fornisce personali chiarimenti in merito alle operazioni finanziarie che gli vengono contestate nell'ordinanza di arresto. Il legale intanto annuncia ricorso al Riesame

E’ stato interrogato questa mattina nel carcere di Poggioreale, a Napoli, l’imprenditore dell’Aviointeriors Alberto Veneruso, arrestato nei giorni scorsi nell’ambito dell’operazione Speedy Fly condotta dalla Guardia di Finanza di Latina.

Alle accuse di bancarotta fraudolenta e frode al fisco, realizzate attraverso complesse operazioni finanziarie, scissioni e cessioni di rami d’azienda, e mediante l’utilizzo di società fantasma create nei paradisi fiscali, Veneruso ha risposto fornendo la propria versione.

Assistito dall’avvocato Leone Zeppieri, del Foro di Latina, ha dato spiegazioni in merito alla legittimità delle operazioni finanziarie che gli sono state contestate: “Operazioni assolutamente lecite”, secondo l’imprenditore e rispondenti ad effettive esigenze societarie.

Veneruso ha voluto chiarire inoltre che i rapporti con agenti e società estere erano assolutamente reali ed effettivi, indispensabili anzi per tutte le società che operano nel settore.

Eppure il Gip del tribunale di Latina Giuseppe Cario, sulla base delle indagini della Guardia di Finanza, ha ricostruito con precisione l’insieme di artifici contabili e operazioni societarie che hanno portato a due fallimenti e consentito all’imprenditore di sottrarsi alle pretese creditorie e al contempo di far sparire i guadagni in società “pulite”.

L’avvocato ha già annunciato ricorso al Tribunale del Riesame per la scarcerazione, mentre nei prossimi giorni saranno interrogati anche gli altri due indagati nell’ambito della stessa operazione: la moglie dell’imprenditore e il commercialista, finiti agli arresti domiciliari.  

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