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Operazione Tiberio, Cusani e Masi si difendono davanti al Gip

Sono stati ascoltati questa mattina in carcere il sindaco di Sperlonga e il dirigente dell'ufficio tecnico Isidoro Masi. Entrambi hanno risposto alle domande del giudice spiegando la propria versione dei fatti e chiarendo le proprie posizioni rispetto alle accuse

Sono stati ascoltati in carcere questa mattina, dal Gip Giuseppe Cario, Armando Cusani, sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina, e Isidoro Masi, impiegato della Provincia che ha ricoperto il ruolo di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Sperlonga, arrestati lunedì nell'ambito dell'operazione Tiberio condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale.

Entrambi hanno parlato e risposto alle domande del giudice, cercando di chiarire le proprie posizioni rispetto alle accuse contestate. Il primo ad essere ascoltato è stato Isidoro Masi, attuale funzionario della Provincia. 

Masi ha spiegato di non avere nessun rapporto con gli imprenditori finiti nelle carte dell'inchiesta e di aver avuto conversazioni telefoniche esclusivamente con Nicola Volpe nell'ambito delle sue normali attività come responsabile dell'ufficio tecnico del Comune. Ha respinto però tutte le accuse.

Anche Armando Cusani, accusato di corruzione dei funzionari comunale per il mancato avvio delle procedure di ripristino dei luoghi dopo l'abuso edilizio all'Hotel Grotte di Tiberio di sua proprietà, si è difeso e ha fornito la propria versione dei fatti, parlando con il giudice per circa un'ora e spiegando di aver sempre agito in maniera trasparente.  

Per entrambi, i rispettivi legali hanno chiesto la scarcerazione.

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