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Cronaca Sabaudia

Ermanno D'Arienzo nega tutto: "Non ho ucciso Fabrizio Moretto"

L'uomo è accusato di aver sparato per vendicare la morte del figlio Erik

Nega tutto davanti al giudice Ermanno D'Arienzo, arrestato dai carabinieri del Nucleo investigo di Latina e ritenuto responsabile dell'omicidio di Fabrizio Moretto, avvenuto il 21 dicembre di due anni fa. Davanti al gip Giorgia Castriota ha tentato di smontare la ricostruzione della procura, quella di una vendetta per la morte del figlio Erik, vittima di un brutale pestaggio ad agosto dello stesso anno. E ha fornito dunque un'altra versione dei fatti.

Ermanno D'Arienzo, detto "Topolino", dice al magistrato di non essere in alcun modo coinvolto nel delitto. Non poteva uccidere Fabrizio Moretto per vendetta, perché resta convinto che non sia stato lui ad ammazzare il figlio. Nell'ordinanza il gip ricostruisce però i mesi successivi alla morte di Erik, mesi in cui i coniugi D'Arienzo controllavano assiduamente Moretto seguendolo nei locali che frequentava e appostandosi perfino vicino alla sua abitazione. Per Ermanno D'Arienzo si trattava tuttavia di un tentativo di capire chi fosse il responsabile del pestaggio in cui il figlio era rimasto ucciso. 

Nelle stesse pagine dell'ordinanza si evidenzia tuttavia che anche lo stesso Moretto temeva per la sua vita e aveva paura di una reazione violenta di Ermanno, personaggio molto per i suoi trascorsi negli ambienti criminali.

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