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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Borgo Montello

Al Karama arriva in Parlamento, interrogazione del Pd in Senato

Roberto Di Giovan Paolo ha chiseto l'intervento dei ministri dell'Interno e della Cooperazione e Integrazione, per fare chiarezza su un tema delicato che ha tenuto banco negli ultimi giorni

Il caso Al Karama arriva in Parlamento attraverso l’interrogazione del senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo al Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e al Ministro per la Cooperazione e l’Integrazione Andrea Riccardi.

Il Partito Democratico così chiede l’intervento del Governo in merito alla questione dei rom nel capoluogo che ha tenuto banco negli ultimi giorni

“In questo modo teniamo a ribadire l’impegno fattivo del nostro Partito che con un coordinamento tra il livello provinciale e quello nazionale già da tempo ha iniziato ad occuparsi istituzionalmente del caso – si legge in una nota del segretario provinciale del Pd Enrico Forte -. Per quanto ci riguarda continueremo a seguire le vicenda fino a che non sia trovata una soluzione adeguata alle tante famiglie che si trovano in questa difficile situazione e, soprattutto, continueremo a lavorare perché “Al Karama” che significa in arabo dignità diventi un centro di accoglienza meritevole di questo nome”.
 

INTERROGAZIONE DEL SENATORE ROBERTO DI GIOVAN PAOLO – “A pochi chilometri da Latina, vicino a borgo Montello, si trova già da qualche anno un campo che fa da ricovero a oltre 150 persone, di cui una cinquantina tra bambini e ragazzi, su un sito di proprietà della Regione Lazio, denominato "Al Karama", un tempo utilizzato per rifugiati dal Marocco e da altri Paesi arabi. Tale campo, rispetto ad analoghe situazioni in grandi città, potrebbe essere, con limitati interventi ben fatti, un campo modello vista la disponibilità mostrata dai suoi abitanti, d'accordo con il grande lavoro compiuto dalle associazioni del terzo settore, a praticare regole di integrazione quali la presenza a scuola dei bambini (a borgo Sabotino), o l'impegno a non praticare la mendicità e anzi ricercare lavoro, soprattutto nei campi agricoli della provincia di Latina”

“Tuttavia, come è noto alle istituzioni locali, tali strutture sono state costruite con l'amianto e, al fine di "bonificare" la zona, era stato previsto dalla Giunta regionale del Lazio, almeno fino al bilancio del 2010, uno stanziamento di circa 600.000 euro ed un progetto di lavori del Comune di Latina; nelle more del passato "commissariamento" per l'emergenza nomadi, secondo quanto ipotizzato dagli uffici del Commissario del Lazio, prefetto Pecoraro, poteva esserci un ulteriore finanziamento dei lavori con cui copartecipare alle spese di ristrutturazione, ma il progetto si è arrestato dopo la sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2011 sull'illegittimità della cosiddetta ‘emergenza nomadi’”.

“Il campo si trova a ridosso di terreni "intermedi", rispetto alla discarica rifiuti di Latina, che, come risulterebbe da inchieste giornalistiche e da indagini della Procura, sembrerebbero essere di proprietà di parenti o affini di appartenenti ad organizzazioni malavitose ben organizzate e presenti sia in Campania che nella provincia di Latina. Ormai da più di un anno accadono fatti spiacevoli e pericolosi, cioè incendi di natura dolosa, l'ultimo dei quali avvenuto all'interno del campo a seguito del quale alcune famiglie sono scappate nella notte e solo successivamente hanno fatto ritorno nel campo ma ora vivono dentro 7 containers. Ci sono state, inoltre, minacce anonime ai volontari ed alle associazioni che si impegnano nel campo e nella provincia di Latina, minacce dirette ai bambini e alle donne, anche con armi in pugno, da parte di personaggi che i cittadini presenti nel campo hanno timore a denunciare; tale situazione, oltre all'allungarsi dei tempi per la ristrutturazione del campo, ai difficili contatti con le istituzioni locali e alla paura, determina condizioni di fragilità che stanno minando i rapporti all'interno del campo, con ricadute soprattutto sui bambini.

“Si chiede di conoscere: quale sia l'intendimento del Governo sulla vicenda dei rom, sinti, nomadi, in realtà romanesch, del nostro Paese e dunque sulla previsione di un eventuale piano nazionale che manca in Italia dal 1985; se, data la particolare condizione del campo Al Karama di Latina, i Ministri in indirizzo possano intervenire con atti di competenza per l'utilizzo dei fondi precedentemente accantonati per l'intervento di ristrutturazione e bonifica; se, considerata la condizione del campo Al Karama non solo sottoposto al disagio sociale ma anche esposto ai rischi della criminalità organizzata, non si intenda promuovere un'azione a difesa della legalità per questi concittadini, mobilitando anche le Forze dell'ordine”.
 

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