Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Intimidazione a Marco Omizzolo, l'incontro in Comune: "Il caso arriverà al ministero degli Interni"

Questo pomeriggio il giornalista ha incontrato il sindaco e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana Giuseppe Giulietti

Solidarietà da parte del sindaco di Latina Damiano Coletta e del presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti a Marco Omizzolo, giornalista di Latina e autore di numerose inchieste relative allo sfruttamento dei migranti nelle campagne, che nei giorni scorsi è stato oggetto di un atto intimidatorio. Ignoti nei giorni scorsi hanno squarciato le gomme della sua auto, infranto il parabrezza e rotto il cofano. 

Questo pomeriggio Omizzolo ha partecipato a un incontro in Comune con Giulietti e con i rappresentanti locali di Stampa Romana, Ossigeno e Articolo 21. “Le minacce – ha detto Giulietti – possono essere di vario tipo, non solo le minacce fisiche ma anche querele anticipate. Il cronista che indaga sulle forme di corruzione è spesso sotto tiro. Le indagini da lui condotte sul caporalato sono tutt’altro che folcloristiche. Dentro il caporalato c’è lo sfruttamento da parte di chi detiene il potere e ci sono dietro traffci  e interessi illeciti. Se poi all’attività pubblicistica si abbina quella di ricercatore, come nel caso di Marco, questo rappresenta un aggravante”. Giulietti ha ricordato che Fnsi e Ordine dei giornalisti hanno costituito un osservatorio dei cronisti minacciati, che ha il compito di segnalare i casi di minacce al ministero degli Interni. “Su questo caso come per tanti altri – ha precisato Giulietti – non intendiamo abbassare la guardia. Abbiamo deciso di raccogliere tutta la documentazione, a partire dal caso di Marco, per poi consegnarla al ministero”. Il presidente della Fnsi ha poi parlato di “scorta mediatica”, cioè dell’invito rivolto ai colleghi che si occupano di inchieste a “focalizzare gli elementi che hanno portato alle minacce e a riprendere e illuminare quelle inchieste”.

“Tutta la comunità ha partecipato e tutti i colleghi hanno già realizzato quella scorta mediatica di cui si parlava – ha aggiunto Omizzolo, che è anche responsabile scientifico della cooperativa In Migrazione – Questi sono segnali importanti: li leggiamo noi ma li leggono anche loro”. Omizzolo ha ricordato poi le recenti inchieste della magistratura e delle forze dell’ordine sui permessi di soggiorno a Terracina e anche sul nuovo clan dei casalesi che operava a Minturno. “Io racconto i fatti andandoli a cercare sul territorio -  ha spiegato ancora Omizzolo – E questo genera informazione ma anche azione di cambiamento. Durante questa mia attività ho presentato 150 denunce in tribunale, tra vertenze di lavoro di lavoratori agricoli e denunce di sfruttamento e riduzione in schiavitù. Forse sono stati toccati aziende e interessi anche rilevanti. Ma forse c’è anche dell’altro, penso agli ambienti di estrema destra o ai clan locali che hanno spadroneggito sul territorio e che forse hanno ancora interessi. Sarà la magistratura a dare delle risposte, io posso solo fare supposizioni”.

Ribadisce la sua vicinanza anche il sindaco di Latina Damiano Coletta, che ha ricordato come la città di Latina abbia saputo reagire, scendendo in piazza nel 2014 dopo l’operazione Don’t touch e partecipando in massa alla manifestazione di Libera nel 2013.

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