Cronaca

Intimidazione a Marco Omizzolo, la solidarietà di Cioffredi: “L'azione di vigliacchi”

Le parole del presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione. Solidarietà al sociologo che denuncia lo sfruttamento dei migranti anche da parte del sindaco di Sabaudia

Un atto “da parte di vigliacchi che evidentemente non possono tollerare che si accendano i riflettori sul caporalato e sulle agromafie nell’agro pontino”: con queste parole Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, ha voluto esprimere la sua solidarietà a Marco Omizzolo, vittima nei giorni scorsi di un’intimidazione. 

Il giornalista e sociologo della cooperativa In Migrazione, che da diversi anni si occupa di migranti e che ha denunciato ripetutamente il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi, e che già in passato ha subìto atti intimidatori, qualche giorno fa ha trovato la sua auto danneggiata, con pneumatici squarciati e il cofano e un vetro sfondato

“Marco Omizzolo - ha detto Cioffredi - in questi anni non è stato solo un lucido e rigoroso studioso e giornalista di inchieste sulla corruzione e sullo sfruttamento di immigrati sikh nelle campagne della provincia di Latina, ma anche un generoso protagonista di battaglie civili per l’ambiente, per la giustizia e per la dignità umana. Siamo fiduciosi che le Forze di Polizia e la Magistratura, che a Latina esprimono eccellenze investigative di grande livello, sapranno individuare e assicurare alla giustizia i responsabili di questa ennesima minaccia nei confronti di Marco Omizzolo”.

“Esprimo solidarietà e affetto anche a nome della Regione Lazio nei confronti di Marco con la consapevolezza che i riconoscimenti e la stima ricevuti in queste ore da Istituzioni, sindacati, organi di informazione e associazioni rappresentino la migliore risposta alla viltà di un gesto che colpisce Omizzolo ma ferisce una intera comunità”. 

Continuano intanto ad arrivare attestati di solidarietà nei confronti di Marco Omizzolo, espressa oggi anche dal sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi. Si tratta, dichiara il primo cittadino, di “un gesto di sopraffazione e violenza ingiustificate che merita la piena condanna da parte delle Istituzioni locali e della cittadinanza tutta. Ognuno di noi, nell’esercizio della propria professione, deve essere libero e sentirsi sereno di operare senza pressioni esterne e minacce di alcun tipo. Quando vengono meno queste circostanze, viene meno anche il concetto di democrazia e del viver civile che caratterizza la nostra società”. 

“Si tratta di un gesto da non sottovalutare e ci auguriamo che vengano presi seri provvedimenti per fare in modo che simili episodi non si ripetano - dichiarano da Liberi e Uguali -. Non è infatti la prima volta che Omizzolo viene minacciato e la sua automobile sfregiata e danneggiata: ricordiamo i fatti analoghi di due estati fa, verificatisi sempre a Sabaudia, che lo costrinsero a spostare la propria residenza in un’altra città per motivi di sicurezza. Il gesto di oggi è un altro chiaro segnale che la lotta alle mafie e contro lo sfruttamento del lavoro, la difesa dei più deboli e degli immigrati, non soltanto attraverso le inchieste giornalistiche ma anche attraverso l’impegno quotidiano e coerente operato da Omizzolo, sono ancora temi delicati e che danno fastidio. Il lavoro è uno dei temi che più sta a cuore a Liberi e Uguali: la riduzione delle disuguaglianze passa soprattutto dalla tutela dei diritti, ed i braccianti agricoli che Omizzolo da sempre difende, e che ha addirittura portato in piazza per lottare contro lo sfruttamento nei campi, un tempo erano soggetti invisibili e senza

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