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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Intimidazioni alla magistratura, De Marchis: “Giustizia nel mirino”

L'escalation di episodi culminati con l'allarme bomba al tribunale preoccupano il capogruppo del Pd in Comune: "Forze politiche e istituzioni devono garantire un atteggiamento fermo di condanna"

I proiettili ritrovati nella posta del giudice Iansiti, la lettera intimidatoria fatta arrivare al pubblico ministero Miliano e infine l’allarme bomba di ieri in tribunale – poi rientrato – sono gli ultimi episodi di intimidazioni che hanno interessato la giustizia pontina.

Episodi che secondo il consigliere comunale e capogruppo del Pd Giorgio De Marchis, non possono passare inosservati e richiedono un intervento vivo e fermo di forze politiche e istituzioni.

“Non si può non esprimere viva preoccupazione per l’escalation di attacchi alle istituzioni, e alla magistratura in particolare, che è culminata con l’allarme bomba che ha bloccato i lavori al tribunale. Un allarme che, da quanto emerge dagli ambienti investigativi, ha natura diversa rispetto a quelli che si sono verificati in passato”.

“Occorre capire – prosegue De Marchis - se quanto sta avvenendo sia la conseguenza di un disegno che mira a intimidire e a colpire la magistratura pontina oppure ci troviamo davanti a fenomeni scollegati. Rimettendo insieme gli ultimi episodi non possiamo negare che la chiave di lettura più realistica sia quella del disegno criminale”.

“In questa direzione le forze politiche e le istituzioni devono garantire e mantenere un atteggiamento fermo di condanna. Il Comune di Latina avrà l’occasione di riflettere e discutere su quanto accaduto martedì prossimo durane il consiglio comunale nel quale è all’ordine del giorno la mozione di solidarietà al pubblico ministero Miliano presentata nei giorni scorsi dal gruppo del Partito democratico”.

“È indispensabile quindi un approfondimento, e per questo – chiude il consigliere - come gruppo ci faremo carico anche di intraprendere i necessari percorsi parlamentari per investire del problema i Ministeri competenti”.

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