Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Io Sto con Domus Mea: i cittadini fanno appello alla Dirigente della scuola Corradini

I genitori della scuola Corradini non ci stanno: la Domus Mea non si tocca! Solidali con i soci, giovedì 27 sperano in un incontro con la Dirigente

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Sono diversi i genitori della scuola media Corradini che da anni usufruiscono dei servizi culturali dell’associazione Domus Mea (associazione interna alla scuola e che dopo sette anni di apprezzate iniziative ha avuto lo sfratto dall’attuale Dirigente e dal Consiglio d’Istituto, nonostante un affitto locali, a vantaggio della scuola stessa, di ben 500 euro al mese!).

I nuclei famigliari si compattano, protestano, chiedono telefonicamente un appuntamento presso la segreteria ma l’incontro viene sempre negato. “La Preside non riceve prima di metà ottobre”, si sentono rispondere, ma l’anno associativo dovrebbe iniziare il 1 settembre e il risultato è che bambini, adolescenti, genitori e nonni si ritroveranno all’improvviso senza il proprio corso preferito.

Il motivo di tanta solidarietà è che l’associazione culturale Domus Mea, nel tempo, non si è limitata a fare corsi, ma ha sempre coinvolto intere famiglie in battaglie sociali e ambientaliste: contro il nucleare, contro la mafia e la camorra, contro le disuguaglianze sociali, contro l’inquinamento, operando sempre come comunità totalmente inclusiva e coesa. Ci sono intere generazioni che al suo interno sono cresciute, hanno costruito le prime competenze musicali e culturali grazie alla professionalità degli insegnanti.

E ora tutti si uniscono alla campagna di dissuasione rivolta alla Dirigente, chiedendo di tornare indietro sulla sua inspiegabile decisione. Alla pagina facebook dell’associazione giungono ogni giorno foto di persone (di ogni età) con il cartello “Io sto con Domus Mea” in segno di solidarietà e spesso arrivano sull’indirizzo email, come spiega la Presidente, copia delle email inviate alla Dirigente. La richiesta è sempre la stessa: la Domus Mea deve rimanere dov’è.

Nei messaggi si sottolinea l’importanza educativa dell’associazione, che nel tempo ha valorizzato sia la scuola sia il quartiere. Scrive un gruppo di mamme: “Egr. Dirigente, con questa e-mail siamo a chiederLe di rinnovare la convenzione stipulata già nel 2007 con la Domus Mea, perché così darà modo a tantissime persone di continuare a svolgere le attività ricreative e culturali già iniziate da anni e offrire a tante famiglie come noi un luogo sicuro dove i bambini possono intraprendere corsi di ginnastica, musica, teatro, lingue e tanti altri.” Un’altra mamma ricorda che verrà tolta al figlio l’opportunità di seguire corsi specifici e di poter imparare tutto sulla raccolta differenziata (uno dei punti cardine dell’associazione che da anni la propone e educa piccoli e grandi a farla).

Anche insegnanti e persone che hanno avuto ed hanno un ruolo culturale in città si mobilitano. Scrive per esempio la giornalista Rossetti: “Gentile Dirigente, ho appreso della mancata riconferma dell’assegnazione dei locali della scuola Corradini alla associazione Domus Mea. La notizia ha sorpreso e amareggiato me e tanti amici, dal momento che conosciamo le benemerenze che tale associazione ha conquistato  in tanti anni di impegno culturale e sociale a favore della città di Latina. Togliere i locali alla Domus Mea significa  privare di un punto di riferimento  importante le  tante persone che ne  apprezzano le iniziative e intendono continuare a collaborarvi spontaneamente.  È noto che i  cittadini di Latina nutrono profonda stima per i soci, perché hanno potuto verificarne l'abnegazione nel prodigarsi a favore delle fasce più deboli, i meno acculturati, i più esposti, in un clima di accoglienza e di partecipazione come raramente se ne incontra. Mi auguro che la sua decisione possa essere revocata; conto sulla sua sensibilità di educatrice”.

 Si fa sentire anche il Presidente dell’associazione Aifo (una delle associazioni con cui la Domus Mea ha stretto una forte collaborazione): “All’inizio del corrente mese di agosto sono venuto casualmente a conoscenza del fatto che l’Associazione Domus Mea, ben nota per i servizi resi alla collettività in oltre 30 anni di attività sul nostro territorio e con la quale peraltro strettamente collaboriamo dal 2008, rischia concretamente di trovarsi senza la sede ufficiale e operativa a partire dal prossimo mese di settembre, con tutte le ripercussioni pressoché inevitabili a livello sociale che potrà immaginare. […] La prego pertanto vivamente di fare tutto quanto in suo potere per rinnovare con urgenza la convenzione annuale con l’Associazione Domus Mea, al fine di non privare la comunità locale di tale insostituibile apporto.”

Sono tante le testimonianze di solidarietà. Forse quella che riassume in modo significativo il perché l’associazione deve continuare a rimanere dov’è è quella di Francesca, che scrive a nome della propria famiglia e di  tante altre che rappresenta: “Da 5 anni, io, mio marito ed i miei due figli frequentiamo la Domus Mea servendoci dei suoi innumerevoli servizi e soprattutto ci ''nutriamo'' dell'amore e della solidarietà che questa associazione e le famiglie che ruotano intorno ad essa, ci hanno saputo donare. Alla domanda perché mandare i nostri figli in questa associazione piuttosto che altrove, io risponderei con un’altra domanda: ''Perché cambiare ''Casa e Famiglia'' quando ne hai una così bella? Quindi a lei chiedo :''Perché vuole privarsi del lustro e del prestigio che le porterebbe continuare ad accogliere nei locali della sua scuola questa Grande Famiglia che è la Domus Mea? Da circa 30 anni l’associazione svolge attività socialmente utili sensibilizzando insieme alla scuola come istituzione, i ragazzi a vivere la natura ed il territorio, ad avere rispetto per i più deboli, a svolgere attività creative e sensoriali per nutrire gli stessi animi, ed io non vedo altro miglior connubio per portare avanti questo progetto su Latina, che la nostra Associazione continui il suo percorso presso la vostra Sede. Le chiedo pertanto, a nome mio e della mia famiglia, di rivedere il suo provvedimento e prendere atto che questa decisione creerà disagio a più di 300 famiglie, senza considerare la reazione dell’opinione pubblica.”

Intanto giovedì 27 alle ore 10, un gruppo di soci, in rappresentanza di tutti gli altri, si recherà presso la scuola Corradini sperando di essere accolti dalla Dirigente. L’obiettivo è far prevalere il buon senso e l’utilità sociale e culturale. “Vogliamo proseguire insieme il cammino, con un rinnovato coinvolgimento della scuola, come era in passato” spiegano, “perché se l’associazione rimane lì dov’è sarà un grande vantaggio sia per il plesso scolastico sia per la comunità del quartiere.”

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