Cronaca

'Alba Pontina', Cioffredi: "Con la sentenza di condanna dei Di Silvio vince l'alleanza contro le mafie"

Il presidente dell'Osservatorio per la legalità annuncia che i 30mila euro di risarcimento alla Regione saranno usati per progetti nelle scuole

"Oggi è stata pronunciata una sentenza importante che ci spinge tutti a non arretrare di un passo rispetto alla necessità di consolidare quell’alleanza popolare contro le mafie che ha visto in questi anni, proprio a Latina, Istituzioni e cittadini protagonisti di una stagione di legalità”. Queste le parole con le quali Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, commenta la sentenza di condanna degli esponenti del clan Di Silvio imputati nel procresso 'Alba Pontina' nel quale la Regione Lazio si era costituita parte civile.

“La sentenza emessa dal Tribunale di Latina - sottolinea Cioffredi - conferma il reato di associazione mafiosa per il clan Di Silvio. L’inchiesta Alba Pontina della Questura di Latina coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma per la prima volta nel giugno 2018 ha contestato il 416 bis ad un clan autoctono di Latina ricostruendo lo scenario criminale che a partire dal 2010 è stato caratterizzato da una cruenta egemonia del clan Di Silvio, rappresentando per anni una seria minaccia per la vita sociale, economica e politica del capoluogo pontino. La sentenza di oggi  si inserisce in maniera lungimirante nel percorso di  evoluzione della giurisprudenza in materia, secondo i principi delle ultime sentenze della Corte di Cassazione e conferma l’impianto accusatorio degli investigatori che ha consentito di far emergere la natura criminale del sodalizio dei DI Silvio e di accertare che tale clan è risultato molto attivo, per un verso, nella gestione di numerosissime attività di carattere estorsive, consumate in danno di imprenditori, commercianti avvocati e liberi professionisti, per altro verso nel settore del traffico delle sostanze stupefacenti.

La Regione Lazio si è costituita, insieme al Comune di Latina - conclude il presidente dell'Osservatorio per la legalità -  parte civile al processo per condividere insieme ai cittadini di Latina l’ansia di libertà dalle mafie che ha attraversato il capoluogo pontino in questi ultimi anni. I 30mila euro di risarcimento riconosciuti dal Tribunale alla Regione verranno utilizzati per progetti di legalità nelle scuole di Latina".

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