Droga e armi, Bonanni al giudice: "Le pistole me le ha date un vicino di casa che è morto"

Interrogatorio per l'uomo arrestato insieme a Mirko Ranieri con oltre mezzo chilo tra hascisc, cocaina e marijuana

Hanno risposto alle domande del gip Mirko Ranieri, 22 anni, e Vittorio Bonanni, 62 anni, arrestati venerdì perché trovati in possesso di quasi mezzo chilo di droga, 10mila euro in contanti, tre pistole e un fucile.

I due sono stati interrogati questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale Giorgia Castriota e hanno ammesso entrambi la detenzione del materiale.

Ranieri, assistito dall’avvocato Giancarlo Vitelli, ha spiegato che la droga – un panetto di hascisc da un etto rinvenuto in auto e altro mezzo chilo tra hashish e marijuana e una decina di grammi di cocaina nonché tutti gli accessori utili al peso e al confezionamento dello stupefacente trovati nell’abitazione di Bonanni – era sua ma ha anche spiegato di non sapere nulla delle armi.

Del possesso di queste – un fucile semiautomatico calibro 12 e tre pistole semiautomatiche calibro 7,65 di cui una con matricola abrasa ed un’altra risultata rubata, tutte con i caricatori riforniti – si è invece assunto la responsabilità Bonanni, assistito dall’avvocato Italo Montini. L’uomo ha raccontato al magistrato che le armi non erano sue ma di un vicino di casa: l’uomo gliele avrebbe consegnate per custodirle ma poi sarebbe deceduto e Bonanni non ne avrebbe mai denunciato il possesso. Al termine dell’interrogatorio il gip ha convalidato entrambi gli arresti e si è riservata di decidere sulla richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali dei due che sono detenuti nel carcere di Velletri.

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