Incendiata l'auto della consigliera Ciolfi: arrestati mandante ed esecutore dell'intimidazione

I fatti accaduti lo scorso settembre. L'attentato maturato per una ritorsione relativa ai controlli per un abuso edilizio sull'arenile di Latina

Due arresti per l'incendio doloso dell'auto in uso alla consigliera comunale di Lbc Maria Grazia Ciolfi, avvenuto la notte del 12 settembre scorso. Nella giornata di oggi, 15 maggio, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Latina, a conclusione delle attività d’indagine avviate subito dopo il rogo, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Latina nei confronti di due uomini, M.V., 32enne di Velletri, e M.G., 42enne residente nel capoluogo pontino, rispettivamente esecutore materiale dell'attentato e mandante. I due arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di minaccia a un pubblico ufficiale, danneggiamento a seguito di incendio e violazione di domicilio.

Il commento della consigliera Ciolfi: "Ora il ripristino della legalità"

Le indagini dei militari, sia di natura tradizionale che tecnica, hanno consentito di ricostruire come gli arrestati, in concorso tra loro, avevano minacciato la consigliera comunale di Latina, delegata alla marina e vicepresidente della commissione Governo del territorio, per costringerla ad omettere un atto del suo ufficio. L’atto intimidatorio in particolare sarebbe maturato per indurre la consigliera a non sollecitare controlli presso il lotto sull’arenile di Latina, in via Valmontorio, di proprietà del 42enne sul quale era stata realizzata una recinzione abusiva in paletti di legno e su cui era stata posizionata un roulotte in violazione alle norme vigenti.

Il commento del sindaco Coletta: "Vicenda inquietante"

L'obiettivo era inoltre quello di dissuadere la vittima affinché non influisse negativamente, per gli incarichi ricoperti in Comune,  sulla pratica edilizia del 2019 presentata dal proprietario del terreno. Il 42enne infatti aveva comunicato l'avvio dei lavori ma l'amministrazione, afferente la comunicazione dell’ avvio dei lavori ma già nel maggio del 2019 il servizio edilizia privata del Comune aveva risposto con una diffida dall’eseguire qualsiasi tipo di opera sull’arenile, in quanto sarebbe risultata in violazione del piano di utilizzazione dell’arenile comunale perché ricadente nell’area dell'impianto di depurazione. Il terreno ricadeva poi nel Ppe comprensorio della marina destinato ad arenile pubblico con vincolo generale di inedificabilità e vincolo idrogelogico. La costruzione abusiva era stato oggetto di un controllo da parte della polizia locale che aveva contestato il reato di abusi edilizi sull'arenile e l'uomo riteneva che l'ispezione fosse stata eseguita su segnalazione della consigliera Ciolfi. 

I due uomini, al termine delle formalità di rito, sono stati arrestati in regime di domiciliari. 

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