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Immigrazione clandestina, il dipendente della Prefettura: "Mai preso denaro"

Primi interrogatori per le persone finite nell'operazione 'Ascaris'. Gli arrestati si difendono e negano tutto

Primi interrogatori questo pomeriggio per le cinque persone colpite da ordinanza cautelare nell’ambito dell’operazione ‘Ascaris’ condotta dalla Digos che ha portato alla luce un sistema per favorire l’immigrazione clandestina con richieste di denaro, falsi documenti e corruzione.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Mario La Rosa, alla presenza del sostituto procuratore Daria Monsurrò, ha ascoltato Danilo Nigro, impiegato della Prefettura che si trova in carcere e poi Munish Kumar, Muhammad Afzal, Devender Singh Nanda e Gurpreet Singh, i primi due in carcere, il terzo ai domiciliari e l’ultimo con obblighi di polizia giudiziaria che hanno risposto alle domande respingendo tutte le accuse. Nigro, assistito dall’avvocato Amleto Coronella, ha raccontato che le somme di denaro delle quali parla nelle intercettazioni telefoniche erano riferite alle tariffe richieste per le pratiche svolte dall’agenzia di servizi agli stranieri della quale è titolare la moglie ed ha anche sottolineato che essendo le pratiche pubblicate on line lui non avrebbe potuto intervenire in alcun modo.

Anche Nanda, assistito dall’avvocato Francesco Vasaturo, ha negato ogni accusa spiegando al magistrato di avere lasciato il suo incarico di sindacalista a ottobre 2018 e di essere quindi estraneo ai reati che gli vengono contestati. Sulle istanze di revoca delle misure cautelari il gip si è riservato di decidere.

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