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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Inchiesta ‘Pay to drive’, il processo si chiude con 14 assoluzioni per prescrizione

L’indagine sul rilascio di patenti in cambio di soldi aveva coinvolto dipendenti della Motorizzazione e titolari di autoscuole

Si è concluso con 14 assoluzioni il processo ad altrettante persone coinvolte nell’inchiesta ‘Pay to drive’ condotta dalla polizia stradale di Latina che aveva portato nel settembre 2013 all’esecuzione di altrettante misure di custodia cautelare. Secondo gli investigatori era stata costituita una vera e propria associazione per delinquere attorno alla Motorizzazione civile di Latina dove esaminatori, funzionari e titolari di autoscuole avrebbero messo in atto una lunga serie di illeciti per far ottenere la patente a chiunque fosse disposto a pagare.

In particolare a cittadini stranieri che parlavano a malapena l’italiano. I reati inizialmente contestati erano ai reati di falso, truffa, corruzione, concussione e sostituzione di persona, per far ottenere, dietro il pagamento di somme oscillanti tra i 600 e i 3000 euro, la patente. L’indagine aveva preso il via da un servizio realizzato dalla trasmissione televisiva ‘Striscia la notizia’.  

Ieri il Tribunale presieduto da Aldo Morgigni non ha potuto fare altro che dichiarare l’assoluzione per prescrizione del reato che era stato derubricato da corruzione a induzione indebita a dare o promettere utilità. Sul banco degli imputati Il direttore della Motorizzazione di Latina, Graziano Tabelli, indagato a piede libero, avrebbe dato istruzioni a esaminatori e funzionari per manipolare le sedute d’esame, Antonella Cianfoni, Pietro Lestingi, Roberto Becchimanzi, finiti in carcere, Laura Terlizzo e Carmine Maietta, ai domiciliari, insieme a Natalino Papa e Vincenzo Cardosi, indagati a piede libero, avrebbero consentito gli illeciti, in perfetto accordo con i titolari delle autoscuole coinvolte. Un ruolo importante nello smistare i candidati l’avrebbe poi avuto Anna Maria De Vito, capo reparto dell’ufficio patenti, anche lei indagata a piede libero. Oltre a loro i titolari di numerose autoscuole della provincia: Antonio Ezio Rossini, Francesco Spaziani, Massimo Camelio, Sergio Bologni, Giuseppe Antigiovanni, Mario Livornese, Gerardo Tomao, Linda Iudicone,  Franco Ronconi, Pietro Gianni Tosti, Vincenzo Onnelli, Claudio Caiani, Alessandro Gentilini, Romolo De Angelis. A collaborare con loro sarebbero stati Vincenzo Accapaticcio, Piero e Giuseppe Figliozzi, dipendenti delle autoscuole di Rossini, e Mauro Risi che, per Rossini, gestiva l’autoscuola di Monte San Biagio.

I tempi lunghi della giustizia non hanno consentito di arrivare alla conclusione del processo e a nove anni dagli arresti tutto si è risolto con una dichiarazione di prescrizione.

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