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Cronaca

Banda dei furti in villa, prime ammissioni: parlano sei degli arrestati

Quattro componenti del gruppo si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere

Alcuni sono rimasti in silenzio, altri invece hanno ammesso le proprie responsabilità. Si sono tenuti ieri a Napoli gli interrogatori dei dieci componenti della banda dei furti in villa, finiti agli arresti nel corso di un'operazione della squadra mobile di Latina e al termine di un'indagine coordinata dalla Procura di Latina e condotta in collaborazione con la polizia postale. 

Giuseppe Rizzo, Salvatore Quindici, Adele Iannuzzelli e Pasquale Caiazza si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gli altri sei invece hanno risposto ale domande del gip del tribunale di Latina Giorgia Castriota e non hanno potuto che ammettere le contestazioni della Procura e le decine di furti ricostruiti dagli investigatori della squadra mobile. Gli arrestati non hanno però non hanno fornito dettagli sulla refurtiva e sulla vendita di gioielli e armi trafugati dalle case svaligiate in provincia di Latina e in altre città del centro Italia.

La mappa delle case svaligiate a Latina e provincia

Da quanto ricostruito nell'ordinanza, il gruppo si avvaleva di un ricettatore di Napoli al quale veniva affidata la refurtiva subito dopo i colpi consumati. Ma del ricettatore non hanno fatto parola. Il bottino, del resto, non è mai stato trovato. Soltanto in un caso una delle auto del gruppo, seguita con un pedinamento satellitare, era stata fermata a L'Aquila e trovata con un chilo e mezzo d'oro nascosto all'interno del vano dell'airbag. 

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