Cronaca

La morte di Satnam: dall'autopsia si saprà se si sarebbe potuto salvare

Il medico legale, finito l'esame del corpo, depositerà le sue conclusioni tra 90 giorni rispondendo ai quesiti posti dalla Procura

Sarà l’autopsia a chiarire, nei limiti in cui questo è possibile, se Satnam Singh poteva essere salvato se non si fosse perso del tempo prezioso caricandolo sul furgone e trasportandolo davanti alla sua abitazione di Cisterna invece di sollecitare un immediato intervento dei soccorsi sanitari.

Conclusi gli accertamenti necessari presso l'ospedale San Camillo di Roma dove si trova la salma del ragazzo, il medico legale Maria Cristina Setacci si è presa 90 giorni di tempo per depositare il risultato degli esami e rispondere ai quesiti posti dal procuratore della Repubblica Giuseppe De Falco e dal sostituto procuratore Marina Marra che coordinano l’indagine sulla morte del giovane bracciante, deceduto dopo essere rimasto incastrato con un braccio e gli arti inferiori in una macchinario a rullo.

Appare indubbiamente essenziale ai fini dell'inchiesta stabilire se l’avere chiamato i soccorsi in ritardo – e a farlo sono stati alcuni colleghi dopo che il ferito era stato scaricato davanti la sua abitazione – è stato determinante per l’esito tragico che ha avuto quell’infortunio sul lavoro. Nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei confronti di Antonello Lovato, il titolare dell’azienda dove il 31enne indiano lavorava come bracciante senza alcun contratto di lavoro: per ora resta indagato a piede libero per omicidio colposo, omissione di soccorso e violazione delle norme sul rapporto di lavoro. Ma nel frattempo i carabinieri stanno ascoltando amici e colleghi di lavoro di Santam per definire un quadro il più preciso possibile degli eventi dei quali è stata teatro lunedì pomeriggio l’azienda agricola di borgo Santa Maria della quale Lovato è titolare.

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