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Campi rom, il Tar non sospende il piano di Roma per spostarli a Latina

I giudici non hanno accolto l'istanza della Provincia di bloccare la ricerca di siti. Si deciderà nell'udienza del 10 febbraio

Nessuna sospensione del bando con il quale il Comune di Roma è alla ricerca di siti al di fuori della provincia di Roma destinati ad ospitare i rom, e i sinti dei campi di Castel Romano, Candoni, Salviati 1 e 2, Monachina, Lombroso, La Barbuta, Salone e Giordano.

La seconda sezione del Tar del Lazio non ha infatti accolto la richiesta presentata dalla Provincia di Latina di sospendere l’iter essendo emersi elementi che inducono a ritenere tali atti di gara viziati e lesivi degli interessi della Provincia di Latina.  “Da una disamina del suddetto bando e dei suoi allegati – si legge nell’ordinanza con la quale il presidente Carlo Medici ha affidato ad un legale l’incarico di tutelare gli interessi del territorio pontino - sono emersi elementi che inducono a ritenere tali atti di gara viziati e lesivi degli interessi della Provincia di Latina quale ente esponenziale della propria collettività e del proprio territorio nei riguardi del quale, in assenza di qualsivoglia coinvolgimento, il progetto di cui al bando è destinato ad impattare".

I giudici amministrativi hanno rigettato l’istanza ritenendo “insussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti” per intervenire con un decreto ed hanno rinviato ogni decisione al 10 febbraio prossimo quando la questione sarà affrontata ampiamente e verranno “assunte le eventuali determinazioni idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa”: in quella sede e alla luce degli elementi portati a supporto della richiesta il Tar deciderà se sospendere o meno gli atti del Comune di Roma.  

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