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Morte del cane Lucky e abusi in famiglia, il pensionato chiede di nuovo i domiciliari

Fissata per il 13 agosto l'udienza davanti al Tribuna del Riesame. L'uomo è stato condannato a otto anni

Arriverà all’attenzione del Tribunale del Riesame nell’udienza del 13 agosto prossimo la nuova richiesta di arresti domiciliari presentata dal legale del 69enne condannato a otto anni di carcere per avere ucciso il cane Lucky nel quartiere Q4 oltre che per atti di violenza sessuale, lesioni, maltrattamenti in famiglia e atti osceni nei confronti della moglie e dei figli minorenni.

L’istanza presentata dall’avvocato Giovanni Codastefano nei mesi scorsi era già stata respinta dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che aveva confermato la detenzione in carcere dove l’uomo si trova dal 16 agosto dello scorso anno. Erano stati gli agenti  della Forestale, al termine di una difficile indagine, a individuarlo come l’autore della crudele morte dell’animale  salvo poi scoprire reati ben più gravi commessi dal pensionato,  abusi e violenze di ogni genere all’interno del nucleo familiare.

E mentre la famiglia è stata trasferita in una località protetta  il suo legale ha presentato ricorso al Riesame contro la negazione degli arresti domiciliari.

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