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Sanità, carenza di medici nei pronto soccorso: a Latina il 20% a partita Iva

I dati diffusi da Anaao Assomed - associazione nazionale di Medici dirigenti. La situazione nel Lazio

La carenza di medici è una realtà ormai ben nota. Sul piano nazionale infatti il calo del personale medico è stato costante dal 2009 al 2014, con una brusca impennata dal 2014 al 2016 in tutta Italia. La situazione più critica riguarda i medici di urgenza che gestiscono i pronto soccorso. 

I dati del Lazio

Secondo i dati presentati dalla Società Italiana di Medicina Emergenza Urgenza (Simeu) sono ben 2.000 i medici attualmente mancanti e molti sono i concorsi che vedono la partecipazione di un numero di candidati inferiore ai posti disponibili o che addirittura vanno deserti. Non fa eccezione il Lazio che, nonostante la presenza di tre scuole di specializzazione in Medicina d'Urgenza, sconta il limitato numero di borse di studio, e il periodo di blocco del turn over correlato al piano di rientro. Il recente Studio Anaao Assomed - Associazione di medici dirigenti - prevede per il 2025 una carenza di specialisti nel Lazio di quasi 550 unità.  "Per cercare di superare indenni soprattutto il periodo estivo - si legge in una nota di Anaao Assomed - le Aziende Sanitarie del Lazio, in assenza di una linea univoca, hanno cercato ogni possibile risorsa pur di tenere aperti i Pronto Soccorso regionali, per la stragrande maggioranza in grande affanno. Gli effetti sulla sicurezza dei malati e degli stessi operatori dovuti all'impossibile controllo dei turni di lavoro cumulati, la mancanza del senso di appartenenza ad un team lavorativo con protocolli e regolamenti condivisi, sono sicuramente delle criticità che sarebbe colpevole ignorare".

I medici a partita Iva

La Commissione regionale dell’emergenza dell'Anaao Lazio, in base ad un censimento svolto nell'ottobre 2019, ha quantificato nel Lazio una quota significativa di medici a Partita Iva. E' una realtà totalmente assente nella aziende ospedaliere e nelle Asl di Roma città, mentre è molto importante nelle provincie, come Latina per circa 20%, Frosinone 20%, Viterbo 42%, e nella provincia romana (Roma 4 oltre 60%, Roma 5 circa 25%). "E' opportuno pensare quindi - continua la nota dell'associazione - ad un piano complessivo che veda questi colleghi libero-professionisti, che possono vantare un percorso nell'Emergenza-Urgenza che le aziende presso cui prestano opera devono certificare, per poter accedere in sovrannumero ad una delle tre scuole di specializzazione in MU del Lazio. Potranno quindi continuare a lavorare durante il periodo formativo scegliendo una sola azienda con cui impegnarsi, che a sua volta dovrà convenzionarsi con la Scuola. Alla fine del percorso formativo, con un concorso regionale unico, potranno essere immessi nel SSR garantendo per almeno 2 anni".  
 
 

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