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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

Caso Zuppardo, per il Riesame due carabinieri potevano essere arrestati

Il collaboratore di giustizia aveva rivelato ricompense in droga in cambio di "soffiate". Accolto in parte il ricorso della Procura, per altre quattro posizioni non c'erano riscontri

Ricompensato con la droga in cambio delle sue "soffiate" ai carabinieri. Una vicenda che riguarda il collaboratore di giustizia Maurizio Zuppardo, le cui dichiarazioni hanno aperto la strada a un'inchiesta coordinata dalla procura di Latina, che riguarda proprio l'Arma dei carabinieri, di cui Zuppardo era già un informatore. Tra le ipotesi di reato contestate dalla procura ci sono corruzione, concussione, abuso d'ufficio, spaccio, falso.

Per sei militari dell'Arma in servizio a Latina all'epoca dei fatti i pubblici ministeri avevano chiesto l'applicazione di misure cautelari, che il giudice per le indagini preliminari ha però negato ritenendo che le dichiarazioni del collaboratore non fossero attendibili. Ma la procura di Latina è andata avanti e nelle scorse settimane ha impugnato il diniego del gip presentando ricorso al tribunale del Riesame, E ora arriva l'esito della decisione.

Il Riesame ha operato una distinzione tra le posizioni dei diversi carabinieri coinvolti e per due di loro ha rilevato riscontri sufficienti per procedere con l'applicazione della misura cautelare, accogliendo in sostanza il ricorso della procura. Per altri quattro militari invece il ricorso dei pm è stato respinto.

Contro la decisione del tribunale del Riesame è ora possibile proporre un ulteriore ricorso in Cassazione.

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