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Centri estivi, a Latina un finanziamento di 273mila euro per potenziare le strutture

Il fondo stanziato con il decreto rilancio. E oggi hanno preso il via le attività presso l'asilo di San Marco

Il Comune di Latina avrà a disposizione un finanziamento di 273mila euro da utilizzare per il potenziamento dei centri estivi e dei servizi socioeducativi rivolti ai bambini di età compresa tra i 3 e i 14 anni con riferimento alle attività educative e ricreative che si svolgeranno tra giugno a settembre di quest’anno. La somma fa parte dei 150 milioni di euro stanziati complessivamente dal Governo nell’ambito del Decreto Rilancio sul fondo delle Politiche per le Famiglie e consentirà all’amministrazione del capoluogo pontino di potenziare il servizio.

«Ci impegneremo - commenta l’assessore alla Pubblica Istruzione, Gianmarco Proietti - perché le risorse non rappresentino solo un aiuto economico per le famiglie ma un’opportunità di miglioramento della qualità dei servizi offerti».

Nel frattempo, questa mattina, il Sindaco Damiano Coletta e l’Assessore Proietti hanno accolto i primi bambini e le prime bambine nel centro estivo aperto presso la scuola comunale di San Marco.

È la prima volta a Latina che il Comune apre dei centri estivi. Oltre a quello di San Marco, totalmente a gestione comunale, ci sarà infatti una seconda struttura affidata alla cooperativa che opera per conto dell’ente presso il nido di via Gran Sassov d'Italia. Tutta l’azione sul campo è coordinata e affiancata dall’azione dell’ufficio Pubblica Istruzione.

Il lavoro svolto sta dando i suoi frutti - dichiara il sindaco Damiano Coletta -. Sui centri estivi è in corso da settimane un’attività complessa e attenta da parte degli uffici della Pubblica Istruzione, che ringrazio in maniera particolare. I bambini e le bambine sono stati tra i più colpiti dalla pandemia e ora che le condizioni lo consentono, vogliamo fornire alle famiglie tutti gli strumenti per potere tornare a fruire dei servizi educativi. Anzi, lavoreremo duramente nel tentativo di migliorare la qualità dell’offerta».

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