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"Certificato pazzo", undici a processo con giudizio immediato: in aula l'8 luglio

Accolta la richiesta del pm Miliano titolare dell'inchiesta sui certificati falsi attestanti di invalidità per ottenere armi, licenze da caccia o scarcerazioni

Saranno tutti processati con giudizio immediato gli undici imputati finiti in carcere il 10 dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta “Certificato pazzo”.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, titolare dell’indagine che ha portato alla luce un sistema di certificati medici falsi attestanti invalidità o per ottenere armi, licenze da caccia o essere scarcerati, rilasciati in provincia di Latina in cambio di mazzette e fissato all’8 luglio prossimo la data della prima udienza.

Davanti al Tribunale di Latina compariranno il dottor Antonio Quadrino, dirigente medico psichiatra del Csm di Fondi, l’avvocato Stefania Di Biagio di Monte San Biagio, Silvana Centra di Terracina, il fondano Massimiliano Del Vecchio, il medico legale Antonio Di Fulvio di Nettuno, il terracinese Bruno Lauretti, responsabile della Federazione Arcicaccia di Terracina, Mary Lombardozzi di Fondi, Fausta Mancini di Latina, Tania Pannone di Fondi, Aldo Filippi, comandante della polizia locale di Monte San Biagio, e il fondano Tommaso Rotunno.

Secondo gli accertamenti effettuati dai carabinieri del Nas sono almeno 150 gli illeciti commessi per i quali gli undici imputati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di corruzione, falso ideologico, interruzione di pubblico servizio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, truffa ai danni dello Stato, false attestazioni e certificazioni.

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