Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Concorsi Asl, domande passate ai candidati prima delle prove: arrestati un funzionario e un dirigente

Due le procedure finite nel mirino degli investigatori: una per 23 posti di collaboratore amministrativo e l'altra per 70 posti di assistente amministrativo

Due arresti domiciliari sono stati eseguiti questa mattina, 21 maggio, dalla polizia di stato dal comando provinciale della guardia di finanza di Latina per le presunte irregolarità nel concorso della Asl pontina. I provvedimenti di custodia cautelare hanno riguardato rispettivamente un dirigente e un funzionario dell'azienda sanitaria, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito. La misura è stata adottata dal gip del tribunale di Latina. Giuseppe Cario e i reati contestati sono quelli di falsità ideologica in atti pubblici e rivelazione di segreti di ufficio, entrambi nella forma aggravata.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto procuratore Valerio De Luca, sono state svolte dalla sezione Anticorruzione della squadra mobile e dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza ed hanno riguardato due concorsi pubblici indetti, rispettivamente nel settembre 2019 e nel dicembre 2020, e svolti in forma aggregata tra le Aziende Sanitarie Locali di Frosinone, Latina, Viterbo e Roma 3, con la Asl di Latina individuata quale ente capofila, entrambi caratterizzati da un elevato numero di partecipanti. Le selezioni si sono tenute nei mesi di agosto e dicembre del 2020: la prima, relativa a 23 posti da collaboratore amministrativo professionale categoria D, ha visto la presentazione di quasi 1.300 istanze di partecipazione, mentre per la seconda, relativa a 70 posti con qualifica di assistente amministrativo categoria C, sono state presentate più di 2.900 domande.

L'operazione della finanza e della polizia - Il video

Le procedure concorsuali ritenute irregolari erano state caratterizzate in entrambi i casi dalla presenza dei due indagati nelle rispettive commissioni esaminatrici in qualità, rispettivamente, di presidente e segretario. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati, nei giorni prima delle prove scritte e orali, hanno rivelato i quesiti del concorso e le domande che sarebbero state poste in sede di esame, attestando falsamente la regolarità della procedura dei verbali della commissione.

E' emerso dunque come, in entrambi i concorsi, le procedure previste dai bandi a tutela dell’imparzialità della pubblica amministrazione, siano state falsate in favore di rapporti di conoscenza più o meno diretta dei candidati. Solo in cinque casi è stato possibile identificare i candidati che avevano beneficiato delle informazioni e delle anticipazioni delle domande del concorso, accertando come i membri della commissione, in particolare il dirigente finito ai domiciliari, abbiano contattato i candidati e fornito appunto le domande che sarebbero state poste nell'esame orale.

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