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Cronaca

Omicidio di via Palermo, chiesta la conferma della condanna per l'avvocato Palumbo

L'intervento del Procuratore generale nel processo in Corte di assise di appello per l'uccisione del ladro e il ferimento del suo complice

Il Procuratore generale Mario Ardigò ha chiesto alla Corte di assise di Appello di Roma la conferma della condanna a 14 anni di reclusione per l’avvocato pontino Francesco Palumbo, riconosciuto responsabile dalla Corte di assise di Latina dell’omicidio di Domenico Bardi e del tentato omicidio di Salvatore Quindici, componenti di una banda di ladri che stava svaligiando l’appartamento del padre dell’imputato.

La richiesta è arrivata nel corso della prima udienza del processo di appello per i fatti del 15 ottobre 2017 quando il professionista arrivò nel cortile della palazzina di via Palermo, in lottizzazione Cucchiarelli, dopo avere ricevuto un sms che segnalava l’intrusione nella casa del genitore. Palumbo aveva con sé la sua pistola e alla vista dei ladri aveva esploso numerosi colpi uccidendo Bardi che si trovava su una scala poggiata sulla parete della palazzina e ferendo Quindici che era poi riuscito a scappare. La sentenza di primo grado ha condannato l’imputato a 14 anni di reclusione – a fronte dei 12 richiesti dall’accusa - con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per la durata della pena. Un pena che il procuratore generale ha chiesto di confermare mentre l’avvocato Tommaso Pietrocarlo ha ribadito come l’imputato abbia agito vin preda alla paura e non con la volontà di uccidere e ha sollecitato un verdetto di assoluzione.

Il processo è stato aggiornato al 13 gennaio prossimo; parlerà l’altro legale della difesa, l’avvocato Leone Zeppieri, prima che la Corte entri in camera di consiglio per la sentenza.

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