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I controlli

Liste d'attesa nel mirino del Nas: 26 strutture ispezionate, accertamenti in corso sui medici ospedalieri

L'operazione ha riguardato tutta Italia, con 1.364 accessi in ospedali, ambulatori e cliniche. Nella provincia pontina analizzate 47 liste di prenotazione

La gestione delle liste di attesa finisce sotto la lente dei carabinieri del Nas che, di concerto con il ministero della Salute, in tutto il Paese hanno effettuato un'intensa attività di controllo sull'erogazione di prestazioni ambulatoriali, visiste specialistiche o esami diagnostici, afferenti al servizio sanitario pubblico. Le ispezioni del Nas hanno riguardato dunque ospedali e ambulatori di aziende sanitarie locali, istituti di cura e strutture private accreditate, con l'obiettivo di verificare il rispetto dei criteri previsti dal piano nazionale di governo delle liste d'attesa (Pngla), stilato per assicurare il corretto accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie pubbliche. 

Nell'ambito dei controlli predisposti al livello nazionale, i carabinieri del Nas hanno effettuato accessi presso 1.364 ospedali, ambulatori e cliniche e analizzato 3.884 liste di attesa e agende di prenotazione per prestazioni ambulatoriali, che hanno consentito di individuare condotte penalmente rilevanti. Il risultato è stato la denuncia all'autorità giudiziaria di 26 tra medici e infermieri, ritenuti responsabili di falsità ideologica e materiale, truffa aggravata, peculato e interruzione di pubblico servizio. In questo contesto, gli accertamenti dei nuclei di Palermo, Reggio Calabria, Udine e Latina, hanno consentito di rilevare condotte dolose che hanno portato alla denuncia di 14 dirigenti e medici, ritenuti responsabili di interruzione di pubblico servizio per aver arbitrariamente chiuso in modo ingiustificato le agende di prenotazione a luglio e agosto, posticipando conseguentemente le prestazioni diagnostiche, al fine di consentire al personale di poter fruire delle ferie estive o svolgere indebitamente attività a pagamento. "Alle carenze di organico si integrano anche comportamenti non allineati a una corretta deontologia professionale - si legge nel comunicato del Nas - come nel caso di un dirigente medico di una Asl della provincia di Roma che, sebbene responsabile degli ambulatori di gastroenterologia e colonscopia per cui vi fosse indisponibilità presso l’intera Asl, stesso esercitava le medesime prestazioni in attività intramoenia extramuraria -regolarmente autorizzata- presso un poliambulatorio privato, con una programmazione fino a 8 esami giornalieri".

Nel dettaglio, i carabinieri del Nas di Latina hanno ispezionato, tra le province di Latina e Frosinone, complessivamente 45 strutture sanitarie sia pubbliche che private, come ambulatori ospedalieri, poliambulatori della Asl, ambulatori di case di cure private e laboratori di analisi. Hanno verificato dunque le liste di attesa per 81 prestazioni specialistiche. Sul territorio pontino in particolare le strutture oggetto di ispezione sono state 26 e 47 invece le liste di prenotazioni verificate. Dagli esiti dei controlli sono emersi dubbi sulle liste di attesa di prestazioni sanitarie erogate da due medici ospedalieri, su cui sono tuttora in corso specifici accertamenti. Ulteriori verifiche del Nas di Latina riguarderanno anche l'esercizio di attività libero professionale da parte di un medico ospedaliero escluvista.


 

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