Assembramenti, truffe e aggressioni: l'attività della Questura con il supporto dei colleghi di Campania e Basilicata

Sette arresti in tutta la provincia, chiuso un locale a San Felice che non rispettava le norme anti Covid

Non si ferma l’attività di controllo del territorio da parte dei poliziotti della Questura di Latina, che durante l’ultima settimana ha visti impegnati 250 equipaggi della Questura e dei Reparti Prevenzione Crimine Lazio, Basilicata e Campania, appositamente inviati in provincia di Latina: il bilancio è 2230 persone identificate, 913 veicoli controllati e 109 verbali elevati per violazioni del Codice della strada.

Gli arresti eseguiti sono stati 7: 2 per furto aggravato, 1 per esecuzione di un ordine di carcerazione per scontare una pena detentiva di più di 4 anni, 4 in esecuzione di ordinanza cautelare, legati alle  violente aggressioni commesse da un gruppo di giovani avvenuta a Latina, nel centro cittadino. Sono state inoltre denunciate in stato di libertà altre 9 persone per reati che vanno dal porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, furto, ricettazione e truffa, lesioni, minacce e maltrattamenti, inosservanza del provvedimento del Giudice.

Per quanto riguarda i controlli appositamente disposti in provincia nelle zone della movida, i poliziotti hanno provveduto alla chiusura per 5 giorni di un pub aSan Felice Circeo, dove c’era un assembramento di persone senza che fosse minimamente rispettato il distanziamento interpersonale previsto.

Sempre a San Felice Circeo, si è proceduto a denunciare in stato di libertà ed elevare sanzioni amministrative nei confronti di un esercente di un altro locale pubblico ubicato nel centro storico, per aver impiegato come buttafuori un soggetto non in regola e perché sorpreso dai poliziotti mentre somministrava bevande alcooliche ad un gruppo di minori di 16 anni.

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Ancora, il personale della Questura ha scoperto una truffa informatica, effettuata tramite il noto sito di vendita online Subito.it ove un truffatore di origine pugliese, aveva falsamente messo in vendita una macchina riuscendo a farsi consegnare una somma di denaro per la caparra per poi far perdere le proprie tracce, senza consegnare il mezzo. Le indagini degli investigatori hanno consentito di identificare il truffatore e denunciarlo a piede libero.

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