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Domenica, 26 Giugno 2022
Sanità

Scompenso cardiaco, la Asl presenta i nuovi percorsi diagnostico terapeutici

La direttrice generale Silvia Cavalli: "Obiettivo sarà giungere a una diagnosi precoce nella fase della malattia ancora non conclamata anche attraverso lo strumento della telemedicina"

Nuovi percorsi della Asl Latina sullo scompenso cardiaco, per una sanità moderna e di prossimità. La presentazione, con la relativa tavola rotonda che ha riunito tutti gli esperti, si è tenuta oggi, 25 maggio, nella sala De Pasquale del Comune di Latina. "L'obiettivo - spiega la direttrice generale della Asl Silvia Cavalli - è quello di creare percorsi diagnostico terapeutici per i pazienti cronici. L'impegno dell'azienda sanitaria è quello di riorganizzare se stessa per far sì che il cittadino abbia il migliore percorso di cure. In un'ottica proattiva la Asl ricerca inoltre i propri pazienti attraverso strumenti di analisi della popolazione per offrire prevenzione e qualità delle cure alla fascia di età più elevata. Il percorso proposto - aggiunge - userà gli strumenti già sperimentati della telemedicina, con l'obiettivo anche di giungere a una diagnosi precoce in una fase della malattia ancora non conclamata. L'altro obiettivo è poi quello di ampliare l'offerta e la presa in carico fino alle cure palliative nel modo più umanizzato possibile". Fondamentale in questo percorso è l'integrazione e il rapporto costante con l'università, rappresentato dal professor Carlo Della rocca, preside della Facoltà di Medicina e Farmacia dell'università di Latina, e quello con i servizi socio sanitari del territorio, rappresentati dal sindaco di Latina Damiano Coletta. Intorno al tavolo anche il delegato della prefettura Domenico Talani e Rita Salvatori, delegata dell'ordine dei Medici.

L’approccio organizzativo aziendale per processi prevede la realizzazione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (Pdta) creati con l’obiettivo di centrare l’assistenza sui bisogni complessi di salute del cittadino, diffondere la medicina basata sulle prove scientifiche, definire la migliore sequenza di azioni, nel tempo ottimale, degli interventi efficaci rivolti a pazienti con particolari patologie favorendo l’integrazione fra gli operatori, ridurre la variabilità clinica, utilizzando in modo congruo le risorse, garantire la continuità assistenziale per meglio rispondere alla complessità dei bisogni di salute. Spesso i termini di scompenso cardiaco, insufficienza cardiaca, disfunzione ventricolare cardiaca vengono usati come interscambiabili. La Asl ha provveduto alla elaborazione ed adozione del Pdta dello scompenso cardiaco attraverso una metodologia partecipativa e condivisa di tutte le professionalità e delle strutture coinvolte. È pertanto necessaria una gestione integrata tra territorio e ospedale sulla base delle necessità del singolo paziente secondo il modello Chronic Care Model che prevede, a seconda della fase della malattia e dei bisogni specifici della persona, una stratificazione per complessità/gravità in sottogruppi di pazienti e un programma assistenziale personalizzato, secondo diversificati livelli di intensità di cura, gestito mediante l’integrazione multidisciplinare di diverse competenze con il coinvolgimento attivo del paziente. 

Il professor Francesco Versaci, direttore della Uoc di Cardiologia dell'ospedale Goretti, ha fatto il punto sui progressi finora fatti nella riduzione delle ospedalizzazioni di pazienti affetti da scompenso cardiaco, che rappresenta la prima causa di mortalità in Italia (con oltre 100mila decessi l'anno di persone over 65) e che registra ogni anno 200mila nuovi casi. "I dati scendono  - ha specificato il professor Versaci - ma c'è ancora molto lavoro da fare. Attualmente l'ospedale segue mille pazienti in telemedicina creando un ospedale virtuale parallelo senza che i cittadini debbano recarsi fisicamente a fare i controlli".

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