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Coronavirus, accessi limitati in Procura e in Tribunale

Le disposizioni in vigore da questa mattina per gli uffici giudiziari di piazza Buozzi e via Ezio

Accessi limitati allo stretto indispensabile e ai casi urgenti sia in Procura che in Tribunale. Anche gli uffici giudiziari adottano misure severe contro il Coronavirus e ieri mattina  il Procuratore della Repubblica Giuseppe De Falco e il Presidente  del Tribunale Caterina Chiaravalloti hanno disposto ciascuno con proprio decreto rigorose limitazioni suggerendo agli avvocati e agli utenti di utilizzare il più possibile le comunicazioni e la trasmissione digitale della documentazione.

L’accesso agli uffici e agli sportelli di via Ezio deve avvenire, “fatte salve le attività indifferibili e fatta salva la trasmissione di istanze in via digitale, previsa prenotazione telefonica. contattando il centralino ai numeri 0773/4471 c 0773/447280 si legge nel provvedimento con il quale è stata anche sospesa la consultazione di atti conservati in archivio: l’accesso dei difensori per la consultazione di atti e fascicoli relativi a procedimenti in fase dibattimentale è consentita negli appositi locali una persona per volta.

A piazza Buozzi invece è permesso l’ingresso “soltanto alle persone che devono svolgere attività urgenti o che devono garantire la propria presenza alle udienze penali o civili non rinviabili” ed è stata stata disposta l’organizzazione di un presidio composto da personale amministrativo per effettuare i controlli in collaborazione con gli uomini della vigilanza e la celebrazione a porte chiuse delle udienze civili e penali che solitamente sono pubbliche. Inoltre viene stabilito che per i processi che devono essere trattati venga organizzato una sorta di calendario con fasce orarie prestabilite per evitare di riunire troppe persone contemporaneamente.

Da parte sua il commissario dell’Ordine degli avvocati Giacomo Mignano ha provveduto a pubblicare sul sito una nota esplicativa per chiarire eventuali dubbi dei colleghi circa il funzionamento degli uffici giudiziari fino al 22 marzo, data fissata dal Decreto del Consiglio dei ministri per il differimento delle udienze. 

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