Venerdì, 19 Luglio 2024
L'inchiesta

Corruzione e appalti truccati nelle forze armate: 14 arresti, l'indagine tocca anche Borgo Piave

E’ l’esito di un’operazione condotta dal comando compagnia carabinieri – polizia militare dell’Aeronautica militare di Roma Ciampino nelle province di Roma, Napoli, Caserta, Viterbo, Grosseto, Chieti, Ravenna e anche Latina

Quattordici persone arrestate, 10 destinatarie dell’obbligo di dimora, altri 15 indagate. E’ l’esito di un’operazione condotta nella mattinata di oggi, 18 aprile, dal comando compagnia carabinieri – polizia militare dell’Aeronautica militare di Roma Ciampino nelle province di Roma, Napoli, Caserta, Viterbo, Grosseto, Chieti, Ravenna e anche Latina. Gli indagati sono a vario titolo accusati di turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione per l’esercizio della funzione e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

I reati sono stati commessi a Roma, Ciampino, Pratica di Mare, Vigna di Valle, Furbara, Montecastrilli, Borgo Piave, Grazzanise e Somma Vesuviana, nel periodo compreso tra maggio 2016 e gennaio 2021. Le ordinanze cautelari rappresentano l’epilogo di un’attività investigativa delegata dalla procura di Velletri, che ha verificato la condotta illecita di due militari in servizio al 2° reparto Genio civile dell’Aeronautica militare di Ciampino e proprietari di una ditta edile privata con quote di capitali pari rispettivamente all’85% e al 15%, attiva nel campo immobiliare. I due avevano anche incarichi di responsabilità nella gestione degli appalti per le opere infrastrutturali della forza armata e operavano come delegati ad assumere l'incarico di direttore dei lavori e responsabile di cantiere. I primi accertamenti di carattere finanziario hanno subito evidenziato che tra uno dei due militari e alcuni titolari di ditte edili appaltatrici c’erano movimenti di denaro sospetti. Così gli investigatori hanno monitorato 49 appalti di lavori nelle basi militari dell’Aeronautica tra la regione Lazio e la Campania, riuscendo così ad accertare il coinvolgimento di altri militari e di responsabili di altrettante ditte private.

Queste ultime venivano sostanzialmente agevolate garantendosi l’assegnazione diretta dei contratti pubblici mentre i due militari, titolari della ditta privata, ricevevano in cambio prestazioni d'opera e materiali per propri fini e gli altri appartenenti all’Aeronautica, consapevoli del sistema, omettevano verifiche e controlli. II volume d'affari degli appalti ammonta complessivamente a 3 milioni di euro.

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